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Trasporto infernale

01112010 savona stazione mongrifone disagi e ritardi dei treni causa deragliamento di un treno a bordighera
Disagi e ritardi dei treni sono all’ordine del giorno

È certamente critica la situazione del trasporto ferroviario italiano, diviso fra un’alta velocità con servizi sempre più efficienti e moderni e un trasporto locale mal funzionante, per usare un eufemismo, che “costringe” i cittadini a usufruire della propria auto, aggravando così l’inquinamento atmosferico, il traffico veicolare e i costi a carico delle famiglie.

Legambiente si mobilita a fianco dei pendolari e lancia la campagna “Pendolaria”, ormai giunta all’ottava edizione, anticipando alcuni numeri del rapporto annuale che sarà presentato a gennaio. E che avrà come tema centrale l’emergenza nel Sud. I problemi sono sotto gli occhi di tutti: i treni sono troppo vecchi, lenti. Lontanissimi dagli standard europei nella frequenza delle corse. Negli ultimi vent’anni inoltre lo Stato italiano non ha investito un solo euro per l’acquisto di nuovi treni. In assenza di una regia nazionale il paese si trova allora di fronte a un servizio il cui livello di efficienza dipende dalle risorse delle singole Regioni e che per questo non è né alto né uniforme in tutto il territorio nazionale. «Il trasporto pendolare dovrebbe essere una priorità delle politiche di governo – spiega il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini – perché risponde a un’esigenza reale e diffusa dei cittadini e perché, se fosse efficiente, spingerebbe sempre più persone ad abbandonare l’uso dell’auto con vantaggi ambientali, climatici e di vivibilità delle nostre città. Eppure – continua Zanchini – ancora non si vede un cambio di rotta delle politiche di mobilità: nella legge di stabilità non c’è nessuna risorsa per l’acquisto di nuovi treni o per il potenziamento del servizio, mentre gli stanziamenti erogati dalle Regioni sono talmente risibili da non arrivare, in media, nemmeno allo 0,28% dei bilanci».

Nel disagio c’è chi è più sfortunato di altri. Stiamo parlando dei pendolari che usufruiscono delle dieci peggiori tratte ferroviarie d’Italia individuate da “Pendolaria 2015”. Il “premio” come peggior linea di quest’anno va alla tratta Roma-Lido di Ostia, assolutamente inadeguata per i circa centomila pendolari che la utilizzano quotidianamente. Un’altra linea che versa in una situazione gravissima è la Circumvesuviana, una delle vie ferroviarie più colpite dai tagli degli ultimi anni, che collega Napoli con i comuni a est. I mezzi sono insufficienti per i cittadini che ogni giorno ne usufruiscono e i guasti e i disservizi sono all’ordine del giorno. Paradossali poi le situazioni delle linee Chiasso-Rho, con tempi di percorrenza paragonabili a quelli del secolo scorso, e della Taranto-Potenza-Salerno, sulla quale i convogli non raggiungono i 50 km/h di velocità media nonostante la linea sia sostanzialmente vuota.

L’età media dei convogli in circolazione sulla rete regionale italiana è di 18,6 anni, con marcate differenze fra regione a regione. Al primo posto della classifica troviamo l’Abruzzo, con una media di 28,3 anni. Seguono Basilicata, Puglia, Sicilia, Lombardia e Calabria, tutte con una media superiore ai vent’anni. «È evidente che senza una regia e senza investimenti la situazione di disagio vissuta in larga parte d’Italia non cambierà – ha continuato Zanchini – Sono necessari il rinnovamento del parco rotabile in circolazione, sostituendo i treni con più di vent’anni di età, il potenziamento dell’offerta nelle tratte più frequentate delle aree metropolitane, il miglioramento del servizio nelle regioni meridionali, dove sono troppe le linee che collegano anche importanti centri urbani ma con pochissimi e obsoleti convogli».

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