domenica 24 Gennaio 2021

Pelle dall’uva, l’idea di una start-up milanese

Immagine di un prodotto in Wineleather

L’economia circolare è sempre più protagonista del tessuto economico del nostro Paese. Sono molte le realtà innovative che hanno avviato progetti per dare nuova vita a materiali altrimenti destinati alla discarica. Proprio in questo scenario evidenziamo l’innovazione di Vegea, una start-up nata a Milano nel 2016 che è riuscita a realizzare un tessuto tecnico a base vegetale con le stesse caratteristiche meccaniche, estetiche e sensoriali della “vera pelle” ma realizzato con le fibre vegetali e gli oli estratte dalla scarti della lavorazione dell’uva.

Vegea ha iniziato la sua attività analizzando le caratteristiche fisiche di diverse fibre vegetali e la loro capacità di essere trasformate in materiali ecologici. In particolare, le fibre contenute nelle bucce e nei semi dell’uva sono risultate ottimali in questo innovativo processo produttivo. Il nuovo biomateriale si distingue anche dalle pelli “vegan” e dalle “ecopelli”, che sono sintetiche e vengono realizzate con prodotti chimici inquinanti. L’idea di Vegea prende il via nel 2014 grazie a Gianpiero Tessitore, un architetto che in assenza di materiali naturali per rivestire divani, poltrone e altri accessori da lui creati ha deciso di cercare una soluzione a basso impatto ambientale. «Nel mondo, ogni anno, vengono prodotti 26 miliardi di litri di vino – dichiara Gianpiero Tessitore – da questo processo produttivo possiamo ricavare quasi 7 tonnellate di vinaccia, che noi trasformiamo in una materia prima dal grande valore aggiunto per utilizzarla nella produzione annuale di 3 miliardi di metri quadrati di Wineleather».

Nel 2017 la start-up è stata fra le vincitrici del Global change award, il contest lanciato dalla H&M foundation per premiare le migliori innovazioni finalizzate a ridurre l’impatto dell’industria della moda sull’ambiente. Gli utilizzi di Wineleather spaziano dall’abbigliamento all’arredamento, dagli interni delle macchine al packaging.

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