sabato 28 Novembre 2020

Patrick e gli altri detenuti, la meglio gioventù d’Egitto

di RICCARDO NOURY Portavoce Amnesty International Italia

Dal mensile di luglio-agosto – Mentre scrivo questo articolo, Patrick Zaki è entrato nel quinto mese di detenzione preventiva. Per la procedura penale in vigore in Egitto potrebbe restarci per altri 19 mesi. Patrick è stato arrestato la notte tra il 7 e l’8 febbraio all’aeroporto del Cairo, proveniente da Bologna, dove da settembre stava frequentando con successo un master in studi di genere. Dopo un periodo di sparizione forzata di circa un giorno, durante il quale è stato bendato e torturato nel corso degli interrogatori, Patrick è comparso negli uffici della procura della città di Mansoura. È stato poi posto in detenzione preventiva, indagato per cinque diversi capi d’accusa contenuti in un mandato di cattura emesso nel settembre 2019, quando era già in Italia: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo. Si tratta dello stesso “set” di accuse formulato nei confronti di tantissimi altri detenuti: attivisti per i diritti umani, avvocati, giornalisti, blogger, esponenti dell’opposizione politica, difensori dei diritti umani. Per i reati che gli sono contestati, Patrick rischia l’ergastolo, che in Egitto è automaticamente commutato in 25 anni di carcere. Di Patrick, dopo che il 9 marzo è stato visitato dai genitori per l’ultima volta, non si hanno notizie dirette. Le udienze per il rinnovo dei termini di detenzione preventiva si tengono a porte chiuse, in assenza dell’imputato e degli avvocati cui viene notificato l’esito soltanto giorni dopo. La sua storia, così come quella di tanti altri rappresentanti della “meglio gioventù” egiziana, sa di persecuzione politica. Il verbale d’arresto è stato completamente falsificato e fabbricato. Il documento consegnato dalla polizia alla procura afferma che è stato arrestato a un posto di blocco della polizia nella sua città natale di Mansoura, mentre l’arresto è avvenuto all’aeroporto del Cairo il giorno prima. Patrick si trova nella sezione del centro penitenziario di Tora riservata ai detenuti politici. Qui il sovraffollamento e le pessime condizioni igienico-sanitarie hanno favorito l’ingresso della pandemia da Covid-19. Sebbene il governo neghi, le organizzazioni locali per i diritti umani hanno già denunciato la morte di un impiegato della struttura, che chissà se e quante altre persone abbia contagiato. Considerato che essendo affetto da asma bronchiale è un soggetto a rischio, Amnesty International, Università di Bologna, Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna continuano a sollecitare un intervento della Farnesina affinché le autorità giudiziarie del Cairo dispongano il rilascio di Patrick per motivi di salute.

FIRMA L’APPELLO Amnesty International:  Libertà per Patrick

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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