Passo di comunità

È nato a Scala Coeli, nel cosentino, il circolo Legambiente “Nicà”. Con ottanta soci difende la valle da una discarica di rifiuti speciali. Promuovendo la bellezza e l’intercultura

Circolo Legambiente Scala Coeli

Amare il territorio in cui si è nati e rimboccarsi le maniche per difenderlo dall’incuria, dalla velenosa eredità di una discarica, dalle speculazioni edilizie. E per contrastare lo spopolamento, custodendone e promuovendone la memoria e consegnarlo così al futuro in buono stato. Tutto questo è il giovanissimo circolo Legambiente “Nicà” a Scala Coeli (Cs). Nato poco più di un anno fa, anima l’area intorno al piccolo comune calabrese con molte attività di volontariato. «Le nostre terre sono rigogliose e fertili. I boschi della Sila sono ossigeno puro e le nostre colline terrazze sul mare. Nonostante tutto il mare non è poi così sporco e mostra fondali e colori tipici e diversi ogni chilometro di costa che si percorre – spiega il presidente Nicola Abruzzese – Come si può non tutelare tutto questo e difendere una terra così generosa e buona?».
In questo pezzo di Calabria a rischio spopolamento, un gruppo di amici ha saputo aggregare ottanta soci (quasi un decimo dei residenti) proprio intorno a questo dilemma. L’ha fatto prima con forza, con lo slogan “Liberiamo la biovalle del Nicà dalla monnezza”: in località Pipino si vuole infatti ampliare una discarica di rifiuti speciali nella valle del fiume, dal quale il circolo prende il nome, a pochi passi da un’oasi naturalistica e da campi in cui crescono prodotti bio certificati. E poi ha riunito tanta gente in una silenziosa passeggiata a cavallo nella valle del Nicà e poi a piedi nei sentieri della transumanza, tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, partendo dal comune di Campana, in cui si trova l’“elefante di pietra”, l’enorme masso roccioso che campeggia nell’area pubblica Incavallicata. «Ripeteremo ogni anno questa esperienza – riprende Abruzzese – Per portare più persone possibile a scoprire la bellezza della Sila in modo “semplice”, proprio come gli allevatori, che si mettono in cammino con il bestiame: poche cose a disposizione, ma con una meravigliosa natura da vivere».
Dalla natura agli spazi abitati, il circolo punta anche alla riscoperta e alla valorizzazione dei borghi di questo territorio a metà fra la montagna e lo Ionio. «Bisogna difendere i borghi dalle speculazioni edilizie – continua il presidente del circolo – C’è bisogno di una pianificazione del territorio che parta dalla riqualificazione dell’esistente e dal rispetto dell’identità e della vocazione dei comuni». Per questo tra le tante e consuete attività che Legambiente svolge durante l’anno, il circolo di Scala Coeli organizza molte giornate di volontariato dedicate alla pulizia. E lo fa chiamando a raccolta tutti, per rafforzare il senso di comunità. E promuovendo l’intercultura. Come a maggio, quando il circolo ha ripulito gli spazi esterni del centro sociale di Cariati Marina insieme ai beneficiari del progetto Sprar di Cariati. Il 7 luglio scorso, insieme ai volontari del circolo di Cirò, all’associazione “Basta vittime sulla strada statale 106” e al personale Anas, sono state ripulite le piazzole di sosta di un tratto dell’arteria ionica. La giornata “contro il degrado stradale” si è aperta con un flash mob “indossa la maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”. «Le persone, i luoghi, le nostre comunità sono una grande risorsa e un’opportunità per una terra che vive un forte spopolamento. Per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo essere tanti – chiosa Nicola Abruzzese – Da soli non si va lontano». l