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Partecipiamo al futuro cambiando il presente: la crisi climatica

Partecipiamo al futuro cambiando il presente: la crisi climatica. Questo il nome del workshop che si è tenuto in due tempi, sabato 17 e domenica 18 nell’ambito del Festival della Partecipazione.

Sabato 17, è stato diviso in due panel di discussione. La prima ha raccolto le voci di attivisti che si battono per fermare la crisi climatica in diverse parti del mondo: America Latina, Africa, Asia, Europa.
Tra queste ha spiccato la testimonianza di Pablo Solòn Romero dell’assemblea mondiale per l’Amazzonia, che ha lanciato un grido di allarme per la deforestazione che continua incessante e ci ha ricordato come questo fenomeno, tra le principali cause della crisi climatica, sia legato a doppio filo al nostro modello di sviluppo. A volte molto più da vicino di quello che crediamo, come nel caso della bresaola Rigamonti, ormai proprietà della JBS, una multinazionale brasiliana che è tra le prime responsabili della deforestazione della foresta Amazzonica.

Il secondo panel ha dato voce ai movimenti che in Italia si battono per la giustizia climatica. Tra questi sono intervenuti il Coordinamento No Hub del Gas di Sulmona che si batte per fermare l’insensata opera del gasdotto Snam, i giovani dei Fridays for Future della Basilicata che si oppongono ai progetti di petrolizzazione della loro Regione da parte di Eni e Total, esempi di come l’avanzata delle fossili continui incessante nel nostro Paese, nonostante le grandi mobilitazione dei giovani e i ripetuti allarmi lanciati dagli scienziati.
A ricordarci che non c’è più tempo sono intervenuti anche i giovani di Venice Calls, un’associazione nata proprio in seguito alla grande alluvione che ha colpito Venezia lo scorso anno.

Il momento più vivace è stato il collegamento “live” con la piazza di Bologna dove era in corso la manifestazione Per una rivoluzione ambientale, che raccoglieva diverse anime dei movimenti ambientalisti regionali.
Dalla piazza è stato rilanciato il No al progetto di stoccaggio della CO2 che Eni vorrebbe realizzare a Ravenna utilizzando i fondi del Recovery Plan. Un progetto pericoloso che vuole solo allungare la fine ormai segnata di petrolio e gas, e che distoglie fondi importanti che dovrebbero essere destinati subito ad azioni vere contro i cambiamenti climatici.

Le idee emerse dal workshop sono state riportate la domenica in un confronto con tre donne che stanno portando queste istanze nella politica e nelle istituzioni: l’on. Rossella Muroni, la Vicepresidente del Consiglio regionale Emilia Romagna Elly Schlein, la consigliera regionale Veneto Elena Ostanel, che si sono impegnate a supportare alcune delle proposte fatte, nell’ambito di un più ampio percorso di riconversione ecologica della nostra società che tenga insieme giustizia ambientale e giustizia sociale.

di Vittorio Cogliati Dezza e Mattia Lolli

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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