Il Parlamento Ue approva le norme sul bio. Contrari i deputati italiani

Le delegazioni del nostro Paese chiedevano norme più restrittive. Le nuove disposizioni su produzione e commercializzazione sono frutto di un compromesso tra le istituzioni europee. Coldiretti: “Serve un marchio del biologico italiano”

agricoltura

Con 466 voti a favore l’Europarlamento ha approvato le nuove norme sulla produzione e commercializzazione dei prodotti da agricoltura biologica. Gli europarlamentari italiani di tutti i partiti hanno votato contro il provvedimento, frutto di un compromesso tra le istituzioni europee raggiunto nell’estate 2017. Le delegazioni italiane chiedevano norme più restrittive di quelle adottate, in particolare sulla soglia di contaminazione accidentale da pesticidi non autorizzati e sulle deroghe concesse all’importazione di prodotti bio da paesi terzi.

Coldiretti, urge il marchio per il biologico italiano

La Coldiretti denuncia che le norme approvate siano un via libera nel mercato europeo a prodotti certificati come biologici ma contaminati da prodotti chimici fitosanitari, con le stesse soglie di inquinamento da Organismi geneticamente modificati (Ogm) degli alimenti convenzionali e addirittura ottenuti fuori suolo, spezzando l’intimo legame tra gli alimenti, di origine vegetale o animale, con la terra. “Il nuovo regolamento – sottolinea la Coldiretti – concede agli Stati la possibilità di mantenere in vigore soglie meno restrittive per i residui di fitofarmaci o di contaminazione da Ogm con un grave danno di immagine per il settore del bio soprattutto nei Paesi, come l’Italia, nei quali gli standard di produzione sono molto elevati”. In questo quadro “per difendere i primati della produzione Made in Italy è necessario – chiede la Coldiretti – accelerare sul marchio nazionale per le produzioni biologiche italiane” per consentire scelte di acquisto più consapevoli, con sei italiani su dieci (60%) che nel 2017 hanno acquistato almeno qualche volta prodotti biologici, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè.

L’Italia, ricorda Coldiretti, detiene la leadership nel numero di imprese con 72.154 operatori e 1.796.363 ettari, in un aumento del 20% su base annua, secondo le analisi Coldiretti su dati Sinab. La crescita della domanda – sottolinea la Coldiretti – ha spinto l’aumento delle produzioni Tra le colture con maggiore incremento ci sono gli ortaggi (+48,9%), cereali (+32,6%), vite (+23,8%) e olivo (+23,7%) mentre a livello territoriale  la maggiore estensione delle superfici è registrata in Sicilia con 363.639 ettari, cui seguono la Puglia con 255.831 ettari e la Calabria con 204.428 ettari. Il fatturato realizzato dal settore al consumo supera i 2,5 miliardi di euro”.

Articolo pubblicato il 19 aprile 2018 alle ore 15,35
Ultimo aggiornamento il 19 aprile 2018 alle ore 16,05