martedì 1 Dicembre 2020

Parco Nazionale del Vesuvio, boom di presenze nel 2018

Una veduta del Vesuvio

Nel corso del 2018 il sentiero n.5 del Parco Nazionale del Vesuvio ha registrato 665.945 presenze,  55.000 turisti in più rispetto al 2017, quando gli ingressi erano stati 610.305. Il mese di aprile, da sempre quello con maggior afflusso, ha registrato l’affluenza di 103.588 turisti. Febbraio, invece, è stato quello con minori presenze, con 10.152 biglietti staccati.

La risalita del sentiero natura n. 5 ‘Il Gran Cono’, che parte dal Piazzale posto a quota 1.000 metri sopra il livello del mare nel Comune di Ercolano, rappresenta un’esperienza unica per la vicinanza al cratere del vulcano e per la visuale che si può godere su buona parte della Campania, fino al Lazio.

“Sono molto soddisfatto dei dati delle presenze che confermano la grande attrattività turistica del Parco Nazionale del Vesuvio – ha dichiarato il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Agostino Casillo – Abbiamo sfiorato i settecentomila visitatori con un incremento del +9,2% rispetto all’anno precedente. Incredibile per un sito naturalistico che si piazza tra i primi tre siti di attrazione turistica della Campania insieme a Pompei ed alla Reggia di Caserta. Tutto questo considerando anche la chiusura delle ultime cinque settimane per i lavori di messa in sicurezza della strada di accesso e altri brevi stop durante l’anno per la manutenzione del sentiero”.

“Un ulteriore segnale positivo è che siamo riusciti subito a recuperare il numero di visitatori persi nel 2017 a causa dell’incendio – ha concluso Casillo – Il grande lavoro di promozione e valorizzazione che stiamo mettendo in campo come Ente Parco sta dando i suoi frutti e ne sono felice. Ovviamente questi dati si riferiscono solo al cratere dove è necessario il biglietto d’ingresso, ma se consideriamo tutti gli altri sentieri e siti presenti nel territorio della nostra area protetta i numeri sono sicuramente maggiori. Speriamo nei prossimi mesi di avere dei dati più precisi anche per le aree di accesso libero. A questo scopo stiamo lavorando a un sistema di monitoraggio dei flussi con nuove tecnologie legate ai big data”.

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