sabato 28 Novembre 2020

Pane vecchio fa birra buona: la start up antispreco

Dal mensile di luglio-agosto – Deve il suo nome al tipico pane piemontese fatto di farina di grano tenero, acqua, lievito di birra e sale. Si tratta della birra Biova il cui elemento fondamentale è il pane invenduto. La birra al momento è solo uno dei progetti in cantiere di Biovaproject, una start up frutto delle idee di giovani imprenditori piemontesi. Il loro progetto ambizioso di economia circolare si concretizza in un prodotto che mira al recupero di cibo, riducendo il consumo di materie prime ed energia. Per ogni cotta ci sono oltre 150 kg di pane che altrimenti andrebbe perso, con un notevole risparmio di materie prime utilizzate (150 kg di malto d’orzo). Basti pensare che, secondo le stime, in Italia ogni giorno si sprecano circa 13.000 quintali di pane, sia nei punti vendita che nelle nostre case. Uno degli slogan di Biova rende chiara l’idea di base che si cela dietro il progetto: “anche il pane migliore invecchia, a meno che non diventi birra”.

Da un punto di vista ambientale, ogni 2.500 litri di birra prodotta con l’impiego di 150 kg di pane recuperato, si ha anche un risparmio di circa 1.365 kg di CO2. Biova è un progetto in continua evoluzione, aperto a tutti e a cui si può aderire acquistando e distribuendo il prodotto, come sta avvenendo in diversi supermercati del nord Italia, realizzato per il momento con il pane cotto a legna recuperato dall’invenduto dei forni nelle valli della parte occidentale del Piemonte. Si può scegliere anche per la personalizzazione della birra, dal tipo di pane utilizzato fino all’etichetta, condividendo la ricetta con il birrificio più vicino.

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