martedì 26 Ottobre 2021

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PadovaO2, il progetto di riforestazione urbana

L'immagine di una pianta di albero

“Li dovevate piantare voi trent’anni fa”, risponde un ragazzo a un anziano che chiedeva perché gli alberi venissero piantati così piccoli. Una scena che racconta la rinnovata sensibilità giovanile sui temi ambientali, a partire da una semplice pianta: l’albero che il progetto PadovaO2 vuole far adottare ai cittadini per ridare spazio al verde e all’aria in città, contrastando insieme la crisi climatica ed ecologica.

Il progetto di riforestazione urbana è stato lanciato a febbraio dal Comune di Padova in collaborazione con Etifor, spin-off dell’Università di Padova impegnato nello sviluppo di progetti sostenibili per ripristinare l’equilibrio fra l’uomo e la natura. Insieme a Legambiente Padova, varie le realtà che hanno aderito all’iniziativa che ha come obiettivo la nascita di un polmone verde di 10mila alberi in otto aree cittadine di circa un ettaro ciascuna. Ma i promotori ne prevedono un allargamento, una volta individuati i luoghi nei prossimi mesi. Già oggi sono circa 2.800 gli alberi adottati, tutti dotati di certificazione di provenienza e di buon stato di salute, grazie al portale dedicato www.wownature.eu.

Dopo il rinvio della giornata di piantumazione a causa della scarsa piovosità di questo inverno – un serio problema per l’impianto di alberi piccoli, che però in prospettiva daranno migliori servizi all’interno dell’ecosistema – l’evento è previsto in autunno e sarà aperto a tutti quelli che hanno contribuito. “Con i nostri progetti vogliamo trovare risposte concrete e scientifiche per valorizzare le risorse naturali – ci racconta Lucio Brotto, cofondatore di Etifor e di WOWnature – in un’epoca in cui crescono esponenzialmente le problematiche ambientali, soprattutto in città, occorre scegliere soluzioni efficaci: PadovaO2 si muove esattamente su questi binari, dato che tre alberi possono catturare in media la CO2 prodotta in un anno dall’auto di un padovano”.

Abbattere l’effetto serra con gli alberi: è proprio quello che sostiene la recente ricerca pubblicata su Science, secondo cui una massiccia piantumazione sarebbe la soluzione per affrontare il surriscaldamento globale. Secondo lo studio se ricoprissimo con specie mirate l’0,9 miliardo di ettari di terreni ad oggi non utilizzati, gli alberi potrebbero immagazzinare durante la loro crescita nei prossimi decenni 205 gigatonellate di carbonio, due terzi di quella generata dalla specie umana dalla Rivoluzione Industriale. Senza dimenticare, inoltre, che gli alberi sono uno strumento importante di tutela della biodiversità e che la deforestazione causata dall’uomo ha dimezzato la presenza di queste piante sulla Terra: è di maggio l’allarme lanciato dal rapporto ONU dell’IPBES sul milione di specie che rischiano di scomparire nei prossimi decenni. E nelle aree urbane gli alberi hanno anche il fondamentale compito di ridurre le isole di calore dovute alla cementificazione, in città che diventeranno sempre più calde a causa delle ondate di calore causate dal surriscaldamento globale, dicono gli scienziati.

“Per la nostra Amministrazione il progetto PadovaO2 è un’occasione per affrontare i cambiamenti climatici e contrastare la scomparsa delle api, migliorando allo stesso tempo la qualità della vita nella nostra città – dichiara Chiara Gallani, assessore all’ambiente del Comune di Padova – fondamentale che sia un percorso partecipato, perché aiuta a far comprendere alla cittadinanza i benefici di una città più verde e perché crea comunità intorno alla creazione di un bosco urbano: grazie dunque a Legambiente Padova e alle altre realtà che hanno partecipato”.

“E se anche sapessi che il mondo finirà domani, oggi stesso pianterei il mio albero di mele”: pensando all’importante iniziativa padovana che punta a invertire la rotta di fronte a scenari critici come crisi idriche e estinzioni di massa, torna in mente la frase attribuita a Martin Luther King (ma molto probabilmente non sua): e se la risposta alla crisi climatica ed ecologica che dobbiamo affrontare fosse proprio un albero?

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