A Padova le parrocchie sono ‘rinnovabili’

Sono 121 quelle che hanno stipulato una convenzione con Agsm che prevede la fornitura di sola energia pulita con “garanzia d’origine” certificata. L’onda lunga dell’enciclica “Laudato si”

L'immagine di una chiesa con dei pannelli solari

Fiat lux! E luce fu, rispettosa del creato. Grazie a un progetto della diocesi di Padova oggi una parrocchia padovana su quattro si rifornisce di energia rinnovabile. Uno dei segnali della rinnovata attenzione del mondo cattolico al cambiamento climatico e ai suoi effetti. Dopo una gara di appalto rivolta a 23 aziende, la convenzione è stata stipulata un anno e mezzo fa con Agsm di Verona e prevede la fornitura di sola energia 100% rinnovabile con “garanzia d’origine” certificata, abbattendo le emissioni e rispondendo alle possibili esigenze dei fedeli rispetto al previsto passaggio al mercato libero. Sono 121 le parrocchie, su un totale di 459, ad aver aderito e 408 le singole utenze allacciate, per un valore di oltre 3.000.000 kWh/anno, pagati in media meno del servizio di maggior tutela.

«La Laudato si’ ci ha motivato non solo a predicare ma anche a praticare il rispetto del creato – racconta don Marco Cagol, vicario del vescovo di Padova – Un principio da sempre dentro la visione biblico-cristiana, che prescrive all’uomo di coltivare e custodire la terra». Così scrive Papa Francesco: “Ogni comunità può prendere dalla bontà della terra ciò di cui ha bisogno per la propria sopravvivenza, ma ha anche il dovere di tutelarla e garantire la continuità della sua fertilità per le generazioni future» (Laudato si’, 67), reinterpretando così il passo biblico (Gn, 1,28) in cui Dio, dopo aver creato l’uomo e la donna, li invita a dominare su tutti gli essere viventi. «Un passo che è necessario leggere in relazioni agli altri, come scrive anche il Papa – prosegue don Marco Cagol – All’uomo, che non è Dio, la terra è stata solo affidata affinché la custodisca e coltivi, rispettando il diritto di ognuno di viverci».

Quello di Padova è il primo progetto diocesano per limitare l’impatto ambientale delle parrocchie, ma tanti altri sono i segnali di un rinnovato ambientalismo cattolico, che ha avuto nuova e autorevole linfa con la pubblicazione dell’enciclica tre anni fa. Sempre nella città veneta due parrocchie, San Giuseppe e Santa Maria Assunta in Chiesanuova, hanno deciso negli ultimi anni di dotarsi di pannelli fotovoltaici, seguendo insieme alla parrocchia di San Lazzaro a Treviso l’esempio di Benedetto XVI, che sul tetto della sala udienze del Vaticano aveva già fatto installare imponenti pannelli fotovoltaici che ogni anno risparmiano alla nostra atmosfera l’emissione di 250 tonnellate di CO2. Un fenomeno in crescita e che ha tratti globali, dai pannelli solari sulla chiesa cattolica dei Dodici apostoli a Zarqa, in Giordania, al monitoraggio della diocesi di Chicago dei propri consumi di energia e acqua, fino al recente pellegrinaggio da Roma a Katowice promosso dal Movimento cattolico mondiale per il clima in occasione della Cop24.

«Per noi si tratta di un buon risultato – conclude don Marco Cagol – resta però l’ambizione di fare ancora di più». Intanto, lo scorso ottobre la diocesi ha confermato la convenzione per il 2019, concordando la possibilità di fornire energia anche ai propri dipendenti e collaboratori. Di fronte all’allarme dell’Organizzazione meteorologica mondiale sul trend di aumento della concentrazione media di anidride carbonica sul pianeta, la speranza è che anche il popolo di Dio si sia messo in cammino sulle questioni climatiche.