Il packaging del futuro non sarà di plastica

A prevederlo è FutureBrand, network globale di consulenza di branding e innovazione. Un cambiamento dovuto principlamente ai millenials, in prima linea sul fronte della sostenibilità

L'immagine di una ragazza sotto un "tetto" fatto di bottglie di plastica

Il packaging del futuro non sarà di plastica. Un cambiamento dovuto principlamente ai millenials, in prima linea sul fronte della sostenibilità. A dirlo sono i trend analizzati da FutureBrand, network globale di consulenza di branding e innovazione. “Il pianeta – afferma Francesco Buschi, strategy director di FutureBrand – non è più in grado di gestire la quantità di plastica che produciamo e i trend ci dicono che quello della plastica è un tema che richiede anche un approccio generazionale. Una ricerca indica che il 20% dei giovani consumatori di beni di lusso chiede che i prodotti che acquista siano etici (Statista, 2017). Una presa di posizione non solo ideologica e teorica, ma anche pratica e attiva. Questa nuova mentalità è evidente, per esempio, nelle campagne promosse dai consumatori stessi per diffondere la cultura della sostenibilità con soluzioni plastic-free”.

“L’industria – fa notare lo strategy director di FutureBrand – si sta muovendo verso un sistema più sostenibile, per esempio con la creazione di buste e altri imballaggi più semplici da riciclare o con soluzioni che mantengono i materiali non riciclabili il più a lungo possibile fuori dal flusso di rifiuti. Nel Regno Unito e in Islanda entro cinque anni gli imballaggi in plastica delle Private Label spariranno, sostituiti da vassoi e sacchetti di carta o cellulosa. Nel 2020, Ikea inizierà a eliminare dai suoi negozi e ristoranti tutti i prodotti monouso in plastica, come piatti, tazze e sacchetti per il congelatore”.

Tuttavia, conclude, “l’opportunità reale per le marche non risiede nel vantaggio economico e logistico di un imballaggio semplificato, bensì nella creazione di una maggiore affinità relazionale con il mercato: il packaging sostenibile diventa uno strumento per condividere la coscienza ecologica della marca. Così i brand sono in grado di interpretare e in parte risolvere le preoccupazioni del proprio pubblico. In breve, il riciclo può diventare un elemento di coolness delle marche, entrando come ingrediente base nel processo creativo e di design”.