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Pac, gli ambientalisti chiedono un Piano strategico nazionale più sostenibile

Nell’incontro del 28 dicembre con le associazioni ambientaliste il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli si è detto disponibile a esaminare le richieste per rendere il Piano italiano della Politica agricola comune più rispettoso dell’ambiente, della natura e del paesaggio

Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli ha incontrato nella mattina di oggi, martedì 28 dicembre, le associazioni ambientaliste e animaliste Animal Equality, Enpa, Greenpeace, Legambiente, Lipu, Wwf, insieme ad Aiapp (Associazione italiana di architettura del paesaggio). Nel corso dell’incontro il ministro ha espresso la sua disponibilità a esaminare con la necessaria attenzione le richieste delle associazioni e le proposte per arrivare alla definizione di un Piano strategico nazionale (Psn) della Pac (Politica agricola comune) condiviso da tutti gli attori sociali ed economici, più sostenibile per l’ambiente, la natura e il paesaggio.

Per le associazioni si tratta di un importante segnale di apertura da parte del ministro per una auspicata modifica dell’ultima bozza della strategia nazionale della nuova Pac 2023-2027, che sarà discussa domani, mercoledì 28 dicembre, con tutti gli attori istituzionali, economici e sociali, nella riunione del Tavolo di partenariato convocato nel pomeriggio.

Le associazioni hanno segnalato al ministro le maggiori criticità che permangono nell’ultima bozza del Psn, a iniziare dalla cancellazione dell’eco-schema sulle aree naturali e le infrastrutture verdi per la biodiversità e il paesaggio rurale, ma anche le lacune ancora presenti in alcuni degli eco-schemi proposti. In particolare l’eco-schema sulla zootecnia, che a fronte di un 41% delle risorse, lascia pressoché inalterato l’attuale sistema zootecnico e i suoi impatti, con target troppo poco ambiziosi nella riduzione dell’uso degli antibiotici – che andrebbe invece adeguata almeno ai livelli medi europei – l’assenza di un obiettivo di riduzione della densità degli animali negli allevamenti, dei Piani per il pascolamento che fissino limiti di carico del bestiame, gestione delle rotazioni dei pascoli e un minimo di giorni del pascolamento. Nell’eco-schema sull’inerbimento delle colture arboree permanenti è scomparso il divieto del diserbo chimico ed è assente una regolamentazione dei periodi di sfalcio. Nell’eco-schema per gli impollinatori non è previsto il vincolo della semina solo di fiori nettariferi e polliniferi autoctoni, non si prevedono aree incolte non lavorate per favorire la riproduzione di impollinatori selvatici e degli uccelli degli ambienti agricoli ed è assente una fascia di rispetto per i trattamenti fitosanitari nelle particelle coltivate confinanti.

segnalatE al ministro Patuanelli le maggiori criticità nell’ultima bozza del Psn, a PARTIRE dalla cancellazione dell’eco-schema sulle aree naturali e le infrastrutture verdi per la biodiversità e il paesaggio rurale

A fronte di queste lacune le associazioni riconoscono l’impegno personale del ministro Patuanelli per lo sviluppo dell’agricoltura biologica con il trasferimento dal primo al secondo pilastro di 1 miliardo di euro nei cinque anni della programmazione 2023-2027 per finanziare la conversione e il mantenimento delle superfici agricole certificate in biologico. Il ministro ha risposto alle osservazioni critiche e si è impegnato a esaminare con gli uffici del ministero le proposte per migliorare il testo del Psn prima dell’invio alla Commissione europea entro i primi mesi del prossimo anno, sfruttando la flessibilità della scadenza del 31 dicembre proprio per verificare la possibilità di migliorare ulteriormente la proposta del Piano nazionale per l’attuazione della nuova Pac.

Patuanelli ha manifestato la volontà politica di trovare soluzioni alle criticità evidenziate, dichiarando che non esiste una sua opposizione pregiudiziale bensì un limite oggettivo determinato dalle esigenze finanziarie per poter riconoscere agli agricoltori un giusto compenso per gli impegni ambientali richiesti, che restano comunque volontari. Un principio condivisibile secondo le associazioni, che per questo chiedono una più equa distribuzione delle risorse assegnate ai diversi eco-schemi, che non siano una mera compensazione dei tagli determinati dalla riforma dei titoli storici e dalla convergenza interna.

La riunione si è conclusa con la richiesta alle associazioni di inviare puntuali proposte tecniche per migliorare la bozza del Piano e con una manifestazione d’interesse da parte del ministro ad accogliere quanto fattibile. Un segnale di apertura e di attenzione apprezzato dalle associazioni che confidano adesso di trovare un riscontro concreto nel testo finale del Psn, prima del suo invio alla Commissione europea.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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