Acquisti verdi, strada in salita

Comuni ed Enti parco faticano a fornire al personale le conoscenze necessarie per rispettare i criteri minimi ambientali negli acquisti della Pubblica amministrazione / Appalti verdi, a Ecomondo la formazione dell’Osservatorio nazionale / Acquisti verdi, Bergamo leader in Italia

acquisti verdi

Sono 1.806 i Comuni ricicloni che hanno risposto all’ultimo questionario sul Gpp (Green public procurement) somministrato dall’osservatorio Appalti Verdi. I risultati dell’indagine, condotta da Legambiente e Fondazione Ecosistemi, sono stati presentati a Roma lo scorso 18 ottobre in occasione del “Forum Compraverde Buygreen”. L’edizione 2019 del rapporto conferma per questi Comuni due dati su tutti. Il primo, positivo, è che la carta rimane fra i Cam (Criteri ambientali minimi) più adottati, con una media nazionale del 33,3% e un picco del 34,5% nell’Italia centrale. Il secondo, negativo, è che il 70% di queste amministrazioni comunali non è riuscito a rispondere all’esigenza formativa relativa al Gpp.

Sulla conoscenza di questo strumento c’è dunque ancora moltissima strada da fare, ed è questa indubbiamente la principale criticità che emerge dallo studio. Altre note dolenti riguardano i servizi energetici che, se parametrati rispetto a quanto indicato nel Gpp, permetterebbero di ottenere significativi risparmi economici. Solo il 19,3% dei Comuni dichiara infatti di adottare i Cam per questo tipo di acquisti. La situazione resta critica anche nell’edilizia, dato fra i più preoccupanti considerato l’impatto economico e ambientale del settore sul Paese. Basti pensare che al Nord e al Sud dichiarano di non applicare mai i Cam, rispettivamente, il 61,4 e il 50,9% delle amministrazioni. Complicata è anche la situazione del verde pubblico: i Cam non vengono mai applicati nel 59,6% dei Comuni al Nord, nel 16,6% del Sud e nell’11,8% del Centro.

La formazione rappresenta il tallone d’Achille anche per i Comuni capoluogo, il secondo dei target monitorati dall’osservatorio Appalti verdi. Il 48,9% degli 88 Comuni che hanno risposto al questionario non ha infatti formato il proprio personale. Oltre a questa difficoltà, le altre due principali riscontrate rimandano alla stesura dei bandi (26%) e alla mancanza di imprese con i requisiti previsti dai Cam (11%). Incoraggianti, invece, altri due dati: il 100% di applicazione dei Cam a Bergamo e la crescita delle iniziative plastic free, implementate dal 42% di questi Comuni. Un segnale importante in quanto, come spiega il presidente di Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) Antonello Ciotti, «ogni acquisto di una pubblica amministrazione realizzato in plastica riciclata, ad esempio per gli arredi delle aree verdi, produce indirettamente un aumento del riciclo, contribuendo così alla creazione di nuovi posti di lavoro».

Per quanto concerne, infine, la terza categoria su cui si è focalizzato l’osservatorio Appalti verdi, vale a dire quella degli Enti parco (52 nel complesso tra Parchi nazionali, regionali e Aree marine protette), a far riflettere è quel 46,2% di realtà che non ha adottato i Cam per la gestione dei rifiuti. Un campanello d’allarme di cui non si può non tenere conto, considerato che parliamo dei baluardi della nostra biodiversità.

Articolo pubblicato su La Nuova Ecologia – novembre 2019