Orso M49: avvistato due volte sui versanti della Marzola

Un escursionista lo ha visto nei pressi della località Chegùl.  Le associazioni tra cui Enpa e Wwf  annunciano una diffida formale al presidente Maurizio Fugatti perché non uccida l’orso M49 Nuova ordinanza: “abbatterlo se c’è pericolo”

Orso M49, scattata foto

Nella mattinata di ieri, verso le ore 10.30, una escursionista ha brevemente avvistato l’orso – verosimilmente M49, non essendo segnalata la presenza di altri orsi in quest’area del Trentino – a 30-40 metri di distanza, poco prima di raggiungere la località Chegùl salendo dal passo del Cimirlo. Alla vista della persona, che correttamente si è fermata ed ha cominciato a retrocedere, il plantigrado ha continuato per la sua strada. Ancora, nella serata di ieri orme di orso sono state rilevate dal personale forestale sotto la località San Caterina, sul confine tra i comuni di Pergine e di Bosentino, poco sopra il lago di Caldonazzo. Non è stato possibile stabilire con certezza a quando risalissero. Le orme del plantigrado sono state rilevate dal proprietario di un campo di mirtilli sopra il telo che copre parte del campo stesso. Non si sono registrati invece danni provocati dall’animale. Proseguono nel frattempo le attività di monitoraggio e presidio del territorio da parte del personale del corpo forestale. Le squadre impiegate si alternano nel corso della giornata rilevando eventuali indizi della presenza dell’orso, raccogliendo testimonianze e rapportandosi alla popolazione delle comunità interessate.

Le associazioni ambientaliste e animaliste Enpa, Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf Italia annunciano una diffida formale al presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, perché non uccida l’orso M49 e revochi l’ordinanza del 22 luglio, riservandosi di intervenire con ogni altra azione legale a tutelare la vita del plantigrado. “La fuga di M49 dal recinto in cui doveva essere custodito – si legge nel documento – non costituisce affatto una prova della sua pericolosità, come invece viene asserito nell’ordinanza del 22 luglio. Lo stesso Pacobace non prevede questa eventualità come indicatore di grave pericolosità da cui far conseguire l’urgente abbattimento dell’animale. Si rammenta, inoltre che l’eventuale abbattimento dovrebbe in ogni caso passare per il vaglio dell’Ispra ed essere autorizzato dal ministero dell’Ambiente, che invece finora si è sempre dichiarato contrario a tale evenienza”. “La fauna selvatica – aggiungono le associazioni – è patrimonio indisponibile dello Stato e l’orso è specie particolarmente protetta. L’arbitraria uccisione anche di un solo animale può quindi configurare il reato di furto venatorio nonché di uccisione di animale senza necessità ai sensi dell’art. 544-bis del Codice penale. Salvare la vita all’orso M49, che, lo si ricorda, appartiene ad una specie particolarmente protetta, è possibile e non vi sono ragioni oggettive che ne giustifichino l’abbattimento se non l’ostinata ossessione del presidente Fugatti”