Caccia all’orso in Trentino, “fermare escalation assurda”

Firmata l’ordinanza di abbattimento dell’orso che nei giorni scorsi ha aggredito due cacciatori. L’allarme di Legambiente che dà mandato ai suoi legali di denunciare il presidente della provincia autonoma di Trento Fugatti per i reati di delitto tentato e uccisione senza necessità / Trentino, rischia l’abbattimento l’orso coinvolto nell’incontro con padre e figlio in montagna

Orso Trentino abbattimento

La provincia autonoma di Trento ha firmato l’ordinanza di abbattimento di un orso che nei giorni scorsi ha aggredito due cacciatori. Per Legambiente si tratta di una decisione sbagliata. “La delibera del presidente Fugatti viola le norme nazionali e internazionali sulla tutela della fauna specialmente protetta e interpreta in maniera estensiva la possibilità prevista dal Pacobace (Piano d’azione interregionale per la tutela dell’orso bruno sulle alpi centro-orientali) di intervenire con azioni di controllo volte a risolvere i problemi e/o limitare i rischi connessi alla presenza di un orso problematico, poiché non spetta alla provincia decidere il tipo di intervento – commenta la notizia Antonio Nicoletti, eesponsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente – Quello che veramente occorre è di mettere in campo interventi gestionali condivisi rispettando leggi e normative fatte appositamente per tutelare cittadini e fauna selvatica. Per questo auspichiamo al più presto un intervento da parte del Ministro dell’ambiente Sergio Costa chiedendo al ministero di impugnare gli atti unilaterali della provincia di Trento che prevedono, come in questo caso l’abbattimento dell’orso. Occorre fermare questa escalation assurda anche perché la reintroduzione dell’orso in Trentino è stata pagata da tutti i cittadini italiani ed europei e il Presidente della provincia di Trento non può decidere l’eliminazione degli orsi, uno dopo l’altro. Da Roma ci aspettiamo che arrivi un segnale importante per evitare una nuova e insensata condanna a morte come già successo in passato per la vicenda di Daniza2”.

L’associazione ambientalista conferma dunque la convinzione secondo cui gli orsi non possono essere condannati a morte per il fatto di “essere orsi”, e ancor meno giusto è che diventino oggetto di vendette. L’uomo non può equiparare il rischio, e le responsabilità conseguenti, dovute a malfunzionamenti e/o errori in opere e azioni umane, con il rischio intrinseco presente nel vivere, pensando di eliminare questo rischio o, peggio, scaricandolo su altri (vedi enti gestori di aree naturali) o, ancor peggio nel caso degli animali, autorizzando vere e proprie vendette. Negli animali l’effetto sorpresa produce sempre una reazione di spavento e difesa, non paragonabile con aggressività. Ne è un esempio quello che è accaduto in Trentino.

Per questi motivi Legambiente ha dato mandato ai suoi legali di denunciare il presidente protempore della provincia di Trento per i reati previsti dall’art.56 del codice penale (delitto tentato) e dall’art. 544 bis codice penale (uccisione senza necessità).

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