Orso bruno marsicano, servono risposte dal ministero dell’Ambiente

Per tutelare questa specie il dicastero deve investire di più nella strategia nazionale messa in campo dal Patom e non limitarsi a finanziare i soli Parchi nazionali o a coordinare le Regioni interessate

immagine di un orso bruno marsicano

Per salvare dall’estinzione l’orso bruno marsicano serve un forte impegno da parte delle istituzioni a partire dal ministero dell’Ambiente che deve raddoppiare gli sforzi fin qui compiuti stanziando risorse economiche e umane adeguate. Il ministero è l’autorità nazionale competente per la tutela dell’orso e deve investire di più nella strategia nazionale messa in campo dal Patom (Piano nazionale di gestione dell’orso bruno marsicano) e non limitarsi a finanziare i soli Parchi nazionali o a coordinare le Regioni interessate (Abruzzo, Lazio e Molise). Bisogna andare oltre e prendere atto che, in particolare, la Regione Abruzzo non investe in maniera adeguata nella tutela dell’orso facendo mancare un sostegno economico adeguato per la Riserva regionale del Monte Genzana Alto Gizio che, da qualche anno, deve fare fronte a emergenze senza mezzi adeguati.

Il ministero deve poi chiedere che la Regione Lazio completi la tutela dell’areale dell’orso sul versante frusinate istituendo l’area protetta dei Monti Ernici, oggi non adeguatamente tutelata. E, ancora, il ministero completi l’ottimo lavoro fin qui svolto dalla Regione Molise con l’istituzione dell’area contigua al Parco d’Abruzzo, estendendo la perimetrazione del nuovo Parco nazionale del Matese, inglobando questa area contigua.

Per salvare l’orso nell’Appennino centrale servono fatti concreti che fino a oggi sono stati messi in atto dai Parchi della Majella e da quello d’Abruzzo, mentre nei territori esterni a queste aree protette ancora c’è molto da fare e non possiamo aspettare che siano le Regioni a fare cose di cui non hanno interesse. Il ministero deve essere più attivo e non deve avere timore di occupare spazi che spettano ad altre istituzioni che sono ferme. Siamo davanti a un’emergenza e non si può più aspettare.