Opere prioritarie in Puglia, Legambiente chiede interventi incisivi

Sono 13 i siti pugliesi individuati dall’associazione nel rapporto Green New Deal italiano

foto di un cantiere

In Puglia sono 13 le opere pubbliche che Legambiente ha individuato come prioritarie nell’ottica della riapertura dei cantieri, per favorire investimenti, occupazione e sviluppo. Opere grandi e piccole che hanno una ricaduta di fondamentale importanza per il territorio pugliese ma anche nazionale, da un punto di vista ecologico, sociale ed economico. I 13 siti prioritari sono illustrati nel rapporto Green New Deal italiano di Legambiente e individuati sulla base dei criteri dell’utilità per i cittadini e i territori, del miglioramento della sicurezza sismica, idrogeologica e sanitaria, della transizione energetica, dell’innovazione nel sistema della mobilità e di un minore consumo delle risorse naturali e di materia.

Più urgente fra tutte è la questione ex Ilva. La discussione attorno all’enorme acciaieria riguarda in primis un problema di bonifica delle aree contaminate rimaste nella titolarità dell’Amministrazione Straordinaria e del Mar Piccolo, oggetto di riversamento dei veleni anche dell’Arsenale Militare e degli ex Cantieri Navali di Fincantieri. C’è poi il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) di Taranto, un intervento mai definito che comprenderebbe bonifiche, il recupero della città vecchia di Taranto, il polo museale dell’Arsenale e il nuovo ospedale di Taranto. Infine c’è la questione del riutilizzo delle acque depurate a Taranto in stallo dal 1994, quando fu finanziata e successivamente realizzata una condotta volta a far confluire le acque affinate degli impianti reflui civili allo stabilimento siderurgico di Taranto, per essere utilizzate nei processi di raffreddamento degli impianti.

Ma la Puglia porta con sé altre problematiche come la messa in sicurezza della strada per cala Cettanni a Torre a Mare (Bari), e della S.S. 90 dopo la frana di Montaguto, nel foggiano. O ancora le complesse gestioni infrastrutturali delle Ferrovie del Sud Est, ad oggi per la gran parte a binario singolo e con zone non elettrificate, e del treno-tram Foggia-Manfredonia, progetto in stallo da anni per spostare l’offerta di trasporto delle due città dalla gomma al ferro. Un cenno infine alle storie della Statale Maglie-Leuca e della superstrada Lecce-Taranto. Se per quest’ultima gli appalti sembrerebbero potersi sbloccare entro il 2021, l’ammodernamento della Maglie-Leuca è ancora al punto di partenza con i costi previsti lievitati da 100 a 300 milioni di euro.

 

«Gli interventi evidenziati non hanno solo una connotazione economica e sociale, ma sono passi importanti nella lotta ai cambiamenti climatici – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Completando le opere prioritarie il Paese farebbe uno spedito balzo in avanti nel miglioramento della qualità della vita, che si tradurrebbe in uno sviluppo della società e dell’economia locale. Ecco perché la politica locale, sulla scorta anche del programma del Green New Deal europeo, dovrebbe muoversi con decisione per un piano organico che ristabilisca dignità ai territori e alle persone».