Onu, il Mediterraneo protagonista grazie a Legambiente

EDITORIALE. Dopo l'intervento alla Conferenza mondiale sugli oceani  sul bando dei sacchetti di plastica l'associazione del Cigno dà appuntamento l'8 giugno alle 17 (ora italiana) per l'unico evento italiano tra i 150 previsti al Palazzo di Vetro
ICONA_recensioniLegambiente presenta i dati del marine litter all'Onu
ICONA_video IL COMMENTO VIDEO del direttore di Legambiente Stefano Ciafani

 



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Cinque giorni al Palazzo di vetro dell’Onu per decidere sul futuro degli Oceani. Rappresentanti degli Stati e dei Governi, ma anche centri di ricerca, università, imprese e associazioni di cittadini di tutto il mondo stanno animando la discussione su inquinamento delle acque, marine litter, acidificazione degli oceani, pesca, aree protette, biodiversità, cooperazione internazionale, etc. Grande assente per ora il tema delle estrazioni e dei trasporti di petrolio a mare. Evidentemente le pressioni delle “oil companies” hanno sortito i loro effetti. Ma è solo l’inizio. E Legambiente partecipa per parlare del mar Mediterraneo e delle attività in campo per salvare il Mare Nostrum. 
La Conferenza delle Nazioni Unite a New York sta entrando nel vivo. Si tratta di un evento davvero straordinario per partecipazione e per i temi che verranno affrontati. Dopo l’inaugurazione di lunedì 5 mattina con uno spettacolo emozionante promosso dalle Isole Fiji, sono iniziati i lavori in plenaria e nelle sessioni parallele. I primi interventi istituzionali in plenaria hanno tutti parlato anche dell’urgenza dell’azione per fermare i cambiamenti climatici, senza mai citare Trump. Ma era ovvio a chi si rivolgevano. Con Giorgio Zampetti e Serena Carpentieri, rispettivamente responsabile scientifico e campagne della nostra associazione, abbiamo ovviamente gioito, ovviamente in modo composto, in tribuna. Poi sono iniziati gli eventi paralleli e le conferenze tematiche, come quella di lunedì pomeriggio sull’inquinamento o quella di martedì mattina sulle aree protette. 
Il primo giorno siamo stati selezionati dall’organizzazione della Conferenza per presentare il nostro impegno volontario per estendere il bando sui sacchetti di plastica non biodegradabile a tutti i paesi mediterranei in una conferenza stampa con altre due organizzazioni. E abbiamo partecipato con grande entusiasmo per raccontare le cose che abbiamo fatto in Italia dagli anni ’80 contro l’uso indiscriminato dei sacchetti di plastica, lavoro che poi ha portato alla legge approvata nel 2006 grazie all’emendamento presentato da Francesco Ferrante, allora senatore. Abbiamo parlato della riduzione del 55% dei sacchetti venduti, nonostante ce ne siano ancora troppi illegali in giro e del modello italiano che dovrebbero copiare tutti i paesi. Insomma una conferenza su un italian pride che non guasta mai.
 
Mentre i lavori della Conferenza continuano la delegazione del cigno verde si sta preparando alla conferenza di Legambiente. Si tratta dell’unico evento italiano della Conferenza Onu previsto l’8 giugno alle 17 (ora italiana) tra i 150 previsti al Palazzo di Vetro. L’unico che mette il mar Mediterraneo al centro di una riflessione sul marine litter, con tutte le massime istituzioni e gli esperti internazionali coinvolti sul tema. Il nostro contributo ad una conferenza di scala globale, che però rischia di dimenticarsi dei mari cosiddetti “regionali”, ma non per questo meno importanti, come dimostra il ruolo strategico da un punto di vista sociale, economico e ambientale del Mare Nostrum. Un modo per farsi portavoce dell’Alleanza per un mediterraneo sostenibile in cui siamo promotori e dei tantissimi volontari che ogni anno si uniscono a noi per la campagna Clean up the med, riconosciuta, a livello internazionale, come la più grande iniziativa di volontariato lungo le spiagge promossa da una Ong. Un onere e un onore di cui siamo molto orgogliosi.

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