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Oltreterra 2020, proposte per il rilancio e la resilienza della montagna italiana

Si è conclusa il 7 novembre l’edizione 2020 del progetto di Slow Food Italia e Legambiente dedicato alla valorizzazione dei territori montani del nostro Paese. Le voci dei protagonisti e il piano d’azione consegnato ad amministratori locali, regionali e nazionali

Si è conclusa il 7 novembre l’edizione 2020 di Oltreterra, il progetto di Slow Food Italia dedicato ai territori della montagna italiana a cui collabora Legambiente. Oltreterra 2020 getta basi concrete per un piano di rilancio e resilienza della montagna italiana che veda protagoniste le comunità che la montagna la vivono quotidianamente. Quello che è emerso da questo settimo anno del progetto è che sempre di più le comunità della montagna italiana, e quelle che hanno partecipato – dall’Alto Adige alla Calabria – sono disposte a riappropriarsi di un protagonismo reale, a ripensarsi non considerandosi più come marginali ma come custodi di un territorio e come tali pronte a mettere in campo idee e azioni.

La due giorni di lavoro e di confronto intenso del 6 e 7 novembre ha permesso di fare il punto su cinque aree tematiche e di consegnandole nelle mani degli amministratori locali, regionali e nazionali delle proposte concrete e strutturate affinché vengano recepite e considerate nelle loro azioni di governo.

L’accordo di foresta: una necessità non prorogabile

Oltreterra ha formalizzato la proposta di un articolato giuridico vero e proprio che consenta un associazionismo che sia in grado di pianificare una gestione forestale integrata con le scelte di sviluppo socioeconomico di un territorio, quindi coinvolgendo la comunità locale e dunque sia chi la foresta la usa che chi la ama. Un vero e proprio accordo per sviluppare filiere sostenibili, occupazione, innovazione e presidio del bosco con il coinvolgimento di tutti i soggetti che vivono i territori.

Cooperative di comunità: una scommessa strategica per la montagna

Le cooperative di comunità svolgono già oggi attività sociali, economiche, di tutela dell’ambiente e possono avere un ruolo fondamentale per salvare le comunità stesse che vivono nelle aree interne. Oggi vi è l’urgenza però di definire una nuova normativa nazionale, unica, che consenta di uscire dal labirinto normativo che oggi vede in essere ben 9 diverse normative regionali e che definisca puntualmente questi nuovi soggetti consentendo loro di operare con tranquillità e trasparenza e ne riconosca il valore. Tra le diverse indicazioni emerse durante l’incontro, vale la pena sottolineare la proposta, avanzata dalla Legacoop, di sviluppare due nuove filiere dedicate alle cooperative di comunità, nell’ambito dell’economia green e digitale, da promuovere anche attraverso il Piano di rilancio e resilienza con cui l’Italia dovrà accedere alle risorse del Next generation Eua.

Un turismo attivo e sostenibile

Su questo tema, nell’immediato, non è necessario un nuovo quadro normativo, ma si propone un percorso culturale che contribuisca a modificare le strategie future e le scelte di investimento in ambito turistico e a ridefinire priorità e accesso alle professioni. Un turismo che per quanto riguarda in particolare le aree interne e montane può svilupparsi al meglio in stretta condivisione con le comunità locali e con le attività agro-silvo-pastorali. La vicenda della pandemia in atto costringe a ripensare le modalità di fruizione turistica della montagna che prevedevano affollamenti eccessivi, a cominciare dai tradizionali sport invernali peraltro già ridimensionati dagli effetti del cambiamento climatico. D’altro canto, la crescita indiscussa in atto già da alcuni anni dei nuovi turismi improntati alla fruizione attiva e slow del territorio, si è ben combinata con le disposizioni anti Covid-19 facendo registrare, nella scorsa stagione estiva, un vero e proprio boom del turismo outdoor dei cammini, del cicloturismo, del turismo legato all’arte, dei soggiorni nei piccoli centri delle aree rurali, nelle aree protette. Da tempo Oltreterra ha insistito perché questi luoghi fossero percepiti come erogatori di servizi ecosistemici, riserve strategiche di acqua, biodiversità, energia rinnovabile, foreste e materie prime. Ora ne va sottolineata la funzione come luoghi del benessere, della salute e della rigenerazione, per un turismo non più vissuto come un lusso, ma come un diritto di ciascun cittadino.

Le voci dei protagonisti di Oltreterra 2020

“La montagna è al centro delle politiche di questa Regione. Dal taglio dell’Irpef per le imprese, ai contributi per chi acquista o ristruttura una casa in Appennino, allo sviluppo delle reti per la connettività e alla copertura del segnale di telefonia mobile, sono diverse le attività in corso per contrastare lo spopolamento di questi territori e promuoverne una crescita equilibrata e sostenibile – ha spiegato l’assessora alla Montagna della Regione Emilia-Romagna Barbara Lori –. Le micro filiere forestali e le cooperative di comunità sono due ulteriori iniziative di grande interesse che vogliamo sostenere e valorizzare. In Emilia-Romagna abbiamo oltre 600mila ettari di bosco: una risorsa ambientale che può diventare, se correttamente gestita, anche una preziosa opportunità, a beneficio di chi vive e lavora in Appennino. Quanto alle cooperative di comunità, siamo al lavoro per individuare concrete forme di sostegno per queste esperienze imprenditoriali dal basso, estremamente versatili, che vedono il protagonismo degli stessi cittadini e contribuiscono, a volte in modo determinante, a garantire a un territorio montano i servizi essenziali, rafforzandone anche il senso di identità e di coesione. Oggi in Emilia-Romagna sono circa una quindicina. Il nostro obiettivo è promuoverne la crescita e la diffusione”.

“Tutti gli anni alziamo l’asticella e ci diamo obiettivi sempre più importanti, in primis la norma fondamentale sulle aggregazioni forestali che abbiamo voluto chiamare ‘accordo di foresta’ che metterà insieme chi la montagna la vive e chi la ama, poi un percorso condiviso per arrivare anche in questo caso a una legge cornice per le cooperative di comunità oggi regolate in maniera diversa fra Regioni e di fatto impossibilitate a svolgere quello che si prefiggono perché non inquadrabili in nessuno dei codici Ateco attuali – ha commentato Gabriele Locatelli fondatore e curatore di Oltreterra per Slow Food Italia – L’anno prossimo aggiungeremo un altro tassello, creando un tavolo specifico sui temi dell’agricoltura di montagna. E intanto abbiamo già messo in calendario il prossimo appuntamento per il 10 e 11 novembre 2021, porci una data fissa significa che oggi di fermano i lavori, anzi che ricominciano per arrivare a quella data con risultati da un lato e nuove proposte dall’altro”.

“Saranno le comunità della montagna a salvare la montagna, riacquisendo la consapevolezza delle peculiarità e del valore del contesto che abitano – Antonio Nicoletti, segreteria nazionale di Legambiente – Servono meno stereotipi sulla montagna e molte idee chiare, e a Oltreterra sono emerse, a partire da un nuovo patto fra chi mantiene e garantisce il capitale naturale ed i sistemi ecosistemici e chi consuma le risorse naturali. Un patto che metta al centro un nuovo rapporto tra le aree urbane e quelle rurali per superare la separazione tra le città e le aree montane, nella comune convinzione che affrontare e vincere la sfida dei cambiamenti climatici è una necessità di tutti i territori”.

“Insieme con Oltreterra da sette anni lavoriamo per mettere insieme due termini che in un certo senso erano stati fino ad allora inconciliabili: fare conservazione e insieme sviluppo socio economico del territorio. Siamo ancora ancora su quella linea e i dati oggi ci stanno dando ragione – ha spiegato Luca Santini, presidente Parco Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna – Nel 2015 abbiamo ottenuto la certificazione Carta europea del turismo sostenibile nel 2015, poi sempre quell’anno ci siamo candidati a ottenere il riconoscimento per una parte del Parco di Patrimonio Unesco e lo abbiamo ottenuto nel 2017. Mentre facevamo questi percorsi abbiamo attuato una promozione spinta, con Regione e Apt servizi, e abbiamo visto che il Parco ha un appeal perché nel 2019 sono state oltre 470mila i pernottamenti negli 11 comuni del Parco, nei quali vivono circa 40mila persone complessivamente, il che si traduce nell’arrivo di oltre 40 milioni di euro di indotto sul territorio. Tutto questo puntando su un turismo naturalistico promuovendo quindi quello che contestualmente andiamo a proteggere: le nostre foreste”.

“A Oltreterra va riconosciuta la capacità di aver costruito una comunità nazionale sulla montagna e di aver accresciuto di anno in anno i contributi e le competenze coinvolte – Tonino Bernabé, presidente Romagna Acque-Società delle fonti – Questo dà a tutti noi che sosteniamo il progetto una responsabilità in termini di contributo di idee, azioni e obiettivi, per individuare strumenti efficaci ai problemi e alle esigenze della montagna”.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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