Oltre il caporalato: spari contro un bracciante sikh a Terracina

Accompagnato in questura ieri mattina dal suo datore di lavoro, l’uomo ha raccontato che mentre stava tornando a casa da lavoro in sella alla sua  bici, due giovani da un’auto in corsa hanno esploso dei colpi di pistola a piombini contro di lui

caporalato

Ogni mattina, all’alba, decine di uomini sikh inforcano la bici e percorrono le strade della provincia di Latina, dove l’agro pontino offre lavoro sfruttato nelle serre. Il caporalato è diffuso, così come il lavoro nero e “grigio”. La paga è misera, insufficiente, la vita si svolge tra il campo e le baracche di villaggi sconnessi, derelitti.

Ma a tutto questo, ieri si è aggiunta una nuova minaccia: a Terracina un uomo sikh di 40 anni è stato colpito da una pistola a piombini il 19 agosto dopo le 21. Accompagnato in questura ieri mattina dal suo datore di lavoro, l’uomo ha raccontato che mentre stava tornando a casa da lavoro in sella alla sua  bici, due giovani da un’auto in corsa hanno esploso dei colpi di pistola contro di lui. Mentre il bracciante si accasciava a terra, i due sono fuggiti. Fortunatamente ha riportato solo ferite lievi. Nella zona sono presenti telecamere di sorveglianza e l’identificazione degli autori dell’ennesima intimidazione a sfondo razziale potrebbe essere solo questione di ore.