mercoledì 20 Gennaio 2021

Stop dell’Ue all’olio di palma nel biodiesel, una mezza vittoria per l’ambiente

Biodiesel

Mezza vittoria. Ieri la Commissione europea ha deciso che l’olio di palma non è un “combustibile verde” e non dovrebbe essere promosso perché causa la deforestazione. L’uso dell’olio di palma nel diesel, che è attualmente ancora previsto negli obiettivi dell’UE in materia di energie rinnovabili, sarà gradualmente ridotto a partire dal 2023 e dovrebbe raggiungere lo zero nel 2030, anche se permangono esenzioni. La coalizione europea delle associazioni ambientaliste (tra le quali Legambiente) che, soprattutto negli ultimi mesi, ha dato battaglia per questo risultato oggi festeggia. A metà.

Perché? Per evitare l’ostilità dei Paesi produttori di olio di palma come la Malesia, l’Indonesia e la Colombia, la Commissione ha introdotto una serie di esenzioni, più complicate e restrittive di quanto inizialmente previsto. Così, un po’ di olio di palma potrebbe ancora essere promosso come carburante “verde” (da piccoli agricoltori, da terreni incolti). La Commissione ha inoltre omesso di classificare la soia, un importante contributo alla deforestazione in tutto il mondo, come insostenibile.

Laura Buffet, responsabile dei combustibili puliti presso Transport & Environment, ha dichiarato: “La decisione odierna di etichettare l’olio di palma come insostenibile è una svolta. Offrirà un sollievo molto necessario alla fauna e alle foreste del mondo. Ma questa è solo una vittoria parziale sino a quando la soia e un po’ di olio di palma potranno ancora essere etichettati come verdi. Questa campagna non è finita e noi riprenderemo la lotta contro quei governi e quelle compagnie petrolifere che vogliono continuare a costringere gli automobilisti a pagare per falsi biocarburanti”.

L’Ue è il secondo importatore mondiale di olio di palma grezzo. Più della metà dell’olio di palma importato nell’Ue (circa quattro milioni di tonnellate) è attualmente utilizzato per produrre combustibile “verde”. Sette europei su dieci si oppongono all’uso dell’olio di palma nel gasolio e oltre 650.000 cittadini dell’Ue hanno preso parte alla consultazione pubblica per fermarlo che ha preceduto la decisione della Commissione europea.

Una ricerca riconosciuta e cofinanziata per la Commissione europea ha rivelato che il biodiesel da olio di palma è tre volte peggiore per il clima rispetto al normale diesel, mentre il biocarburante di soia è due volte peggio. A causa della crescente domanda di biocarburanti aumenta la pressione sui terreni agricoli e la deforestazione – nel caso dell’olio di palma – proprio nelle regioni tropicali. Come nel Borneo, le foreste tropicali sono quelle popolate dagli oranghi.

L’atto adottato dalla Commissione sarà riesaminato nel 2021. Contiamo di riuscire a renderlo ancora più rigoroso e, nel frattempo, chiediamo ai governi nazionali di seguire l’esempio della Francia e di eliminare del tutto l’olio di palma dai biocarburanti dal 2020. Legambiente, insieme al Movimento di difesa del Cittadino e T&E Italia, ha segnalato per pubblicità ingannevole l’Eni per la grande campagna pubblicitaria del proprio “ENIdiesel+” e alcuni parlamentari – tra i quali Rossella Muroni – hanno già annunciato che impugneranno l’argomento nell’attività delle commissioni coinvolte.

Per quanto ci riguarda, non esiste olio di palma “verde” o biodiesel di soia. I governi e le compagnie petrolifere che pensano che saranno in grado di farla franca costringendo gli automobilisti a bruciare alimenti preziosi, ci ripensino. Gli Stati membri dell’Ue e il Parlamento europeo hanno due mesi per far passare l’atto o porre il proprio veto, ma non hanno il potere di modificare le regole. Adesso l’appuntamento per il 21 marzo, quando si terrà una votazione sulla materia nella commissione per l’ambiente del Parlamento europeo.

Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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