sabato 28 Novembre 2020

Olanda, la causa sul clima obbliga il governo a ridurre le emissioni

;ise: "entro 10 anni il 30% dell'energia da fonti rinnovabili"

Il mese scorso il governo olandese ha annunciato la messa in campo di una serie di politiche climatiche coraggiose volte a ridurre le emissioni annuali di carbonio.

Diverse nuove centrali a carbone saranno chiuse o funzioneranno a capacità minima, un pacchetto di 3 miliardi di euro sovvenzionerà nuovi progetti di energia rinnovabile e di ristrutturazione delle abitazioni. Inserite anche piccole modifiche alle politiche agricole (per esempio sul numero dei capi di bestiame e sul rimboschimento) e l’abbassamento del limite di velocità automobilistica da 130 a 100 km/h.

Può sembrare un momento strano per assumere nuovi impegni in materia di clima, ma il governo olandese ha avuto poca scelta. Una causa intentata da gruppi ambientalisti nel 2014 e sostenuta l’anno scorso dalla Corte suprema ha costretto il governo ad agire, con l’obiettivo di ridurre le emissioni del 25% entro la fine del 2020. Si tratta di un’azione per il clima sotto estrema coercizione.

Nel mondo, ci sono più di 1.500 cause legali sul clima, complete o in corso, incluse cause simili in Irlanda e Norvegia, ma questa dell’Olanda è di gran lunga la più riuscita finora. Michael Gerrard, il direttore del Sabin Center for Climate Change Law della Columbia University, afferma a Stephen Buranyi del Guardian che il caso olandese è la “decisione sul cambiamento climatico più forte mai emessa da un tribunale” e l’unica che ha costretto la politica del governo.

La nuova sentenza ha grandi implicazioni non solo per la legge sul clima, ma anche per i governi, le cui politiche climatiche sono per lo più anni indietro rispetto alle loro ambiziose promesse. Christiana Figueres, l’ex capo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, lo ha definito “un banco di prova per una riduzione delle emissioni molto rapida” che le altre nazioni dovrebbero seguire da vicino.

Marjan Minnesma, il capo della Fondazione Urgenda, che anni fa ha presentato il primo ricorso, afferma che le politiche sono “una grande vittoria per lo stato di diritto”, ma sottolinea che Urgenda ha vinto il suo primo caso in un tribunale distrettuale dell’Aja nel giugno 2015.

L’obiettivo del 2020 era stato fissato in quel momento e avrebbe potuto essere raggiunto gradualmente, ma il governo ha vincolato due volte il caso in appello, perdendo alla fine in Corte suprema nel dicembre dello scorso anno.

L’accordo olandese sul clima presentato nell’estate del 2019 è stato il prodotto della cooperazione tra industria, settore energetico, sindacati, gruppi ambientalisti e gruppi di cittadini. Il governo olandese ritiene infatti che il sostegno pubblico e sociale sia essenziale per una politica climatica di successo e aiuta la cittadinanza ad adottare le misure climatiche.

Una centrale a carbone sarà chiusa definitivamente e altre due costruite nel 2016 funzioneranno a un livello minimo. Solo così si risparmieranno 5-7,5 milioni e mezzo di tonnellate di emissioni. Ma dalla lista di Urgenda sono state selezionate anche diverse altre misure rivolte al pubblico. Saranno stanziati 2 miliardi di euro per i sussidi alle energie rinnovabili, come impianti solari sui tetti e le associazioni edilizie riceveranno 300 milioni di euro per l’ammodernamento degli edifici.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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