martedì 26 Gennaio 2021

Obiettivo futuro

Dentro una piantagione di pomodori con illuminazione a Led: l’agronomo Henk Kalkman, nel Delphy improvement centre di Bleiswijk, in Olanda, ispeziona le coltivazioni. Una delle foto di Luca Locatelli

(foto di Luca Locatelli)

La categoria “ambiente” ci doveva essere perché oggi, a livello di media, è una delle cose che ha maggiore ragione di esistere: il cambiamento climatico è fra gli argomenti più importanti sui giornali di tutto il mondo. Sono un environmentalist photographer, ma non immaginavo di vincere il premio perché mi rendo conto che c’è una differenza a livello di taglio fotografico. Sono molto contento, invece, che ci sia stato uno sdoganamento popolare di tematiche che hanno un grande rimbalzo sul piano internazionale». Va oltre l’immagine il messaggio che Luca Locatelli fa passare dalle sue foto, oltre le parole quello che racconta, definendo gli scenari fra tecnologia e ambiente che compaiono nei suoi lavori. Non solo fotografo, ma multimedia specialist, collaboratore di testate come New York Times, National Geographic e Wired, per citarne solo alcune, con il progetto “Hunger solutions” ha portato l’innovazione a essere protagonista di una categoria a sua volta innovativa, conquistando il secondo posto nella sezione “ambiente” del World press photo 2018, il più grande e prestigioso concorso di fotogiornalismo mondiale, organizzato dal 1955. «In generale quest’anno ho notato un buon bilanciamento fra l’anima più giornalistica, sensazionalistica, e i tentativi di raccontare storie in maniera un po’ più innovativa», sottolinea Locatelli.

«Il progetto nasce da un filone di ricerca, che ormai dura da qualche anno, sulle innovazioni sostenibili del pianeta. Specialmente col National Geographic magazine, siamo sempre alla ricerca di storie importanti che facciano vedere quelli che possono essere definiti i centri più brillanti di tecnologia applicata per risolvere i principali problemi dell’umanità. Abbiamo realizzato grandi produzioni, come in Germania, sulla questione energetica e le energie rinnovabili. Stiamo raccontando le città del futuro e l’Olanda fa parte di questa ricerca per la soluzione della fame nel mondo: è il secondo esportatore di cibo del pianeta dopo gli Stati Uniti ed è 270 volte più piccolo». Un sistema avanzato e privo di ogm di fare agricoltura, con un minimo dispendio di risorse, descritto nel progetto salito sul podio del World press photo. Soprattutto, come sottolinea Locatelli, un sistema ecologico, etico ed esportabile: «Il mondo intero sta andando lì, comprando questo “sistema operativo” che fa agricoltura e installandolo dentro i grattacieli a Singapore, sulle montagne del Pakistan, in Cina e così via».

La fotografia, l’arte, allora, salveranno il mondo? «Potrebbero, più che salvare il mondo, aiutare ad aprire dei dibattiti, creando delle immagini che disturbino in qualche modo le coscienze, diventando una buona occasione per parlare delle possibili soluzioni. Che possono essere anche completamente diverse da quelle che ho fotografato: l’importante è parlarne». In modo costruttivo e globale, ma senza smettere di sognare, come afferma l’artista: «Io, da sognatore, immagino che l’umanità a un certo punto si svegli e utilizzi realmente la propria intelligenza per creare soluzioni innovative. I “muscoli industriali” che racconto, dalle energie rinnovabili alla produzione di cibo in Olanda, sono ovviamente stranianti come immagini, ma in qualche modo rappresentano una realtà dove l’uomo e la tecnologia fanno un’azione comune per poter comunque soddisfare i nostri bisogni, senza arrecare grandi danni all’ambiente. È una cosa positiva, da questo punto di vista».

Una ricerca che porterà Luca Locatelli a viaggiare ancora, occupandosi di città del futuro, di crescite demografiche importanti e soluzioni sostenibili, della rivoluzione dell’energia solare e dell’economia circolare. Non solo nei Paesi del Nord Europa, ma anche in Cina e in India, come rivela a Nuova Ecologia, tenendo come colonna sonora un gruppo che lo accompagna da sempre, la sua personale “energia rinnovabile”: i Pink Floyd. Il suo “diario di bordo”, come ama definirlo, è visibile a tutti sul suo account Instagram:
@lucalocatelliphoto. Immagini sempre nuove, per sognare il futuro.

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