martedì 15 Giugno 2021

Acquista

Login

Registrati

Nuovo stadio a Firenze, le associazioni ambientaliste chiedono la ristrutturazione del Franchi

stadio Franchi

A Firenze torna ad avere banco l’ipotesi della costruzione di un nuovo stadio a Campi Bisenzio. Una soluzione fortemente voluta dalla società della Fiorentina e supportata anche da parte della tifoseria.

Secondo le associazioni che costituiscono l’Osservatorio fiorentino sulla sostenibilità, di cui fa parte anche Legambiente Firenze, la tematica del nuovo stadio va però ben oltre la sola questione sportiva. Si tratta, infatti, di fare una scelta da cui dipenderà il futuro di una importante area cittadina come Campo di Marte e, nel contempo, di una porzione di un’area critica dal punto di vista ambientale come la Piana Fiorentina.

Secondo l’Osservatorio, la costruzione di un nuovo stadio a Campi porterebbe anzitutto a un ulteriore grave consumo di suolo nella Piana, laddove tanto si continua a parlare della destinazione a parco periurbano (il cosiddetto ‘Parco della Piana’), ma poi nei fatti si va quasi sempre in direzione opposta. Inoltre, il nuovo piano implicherebbe un sostanziale abbandono dello stadio Franchi, relegato a inerte monumento architettonico, eventualmente saltuariamente utilizzato per eventi minori, e destinato a un inevitabile progressivo degrado, trasformandolo in una struttura economicamente insostenibile per il rapporto fra costi di manutenzione e ricavi da sottoutilizzo.

Ma non solo. Secondo Legambiente Firenze e le altre associazioni dell’Osservatorio fiorentino sulla sostenibilità, si perderebbe la grande occasione per lanciare un progetto di ristrutturazione e ripensamento innovativo complessivo, ambientalmente e socialmente sostenibile, di un’area cittadina centrale e vitale come Campo di Marte, che potrebbe fare di una rinnovata cittadella dello sport il cuore di una rivisitazione volta al miglioramento della qualità di vita di tutti i cittadini.

In quest’ottica, l’ubicazione nella Piana non solo di ulteriori estese volumetrie, che andrebbero a cancellare un’altra importante porzione del territorio agricolo residuo, ma anche dell’ennesimo centro commerciale (considerando quanto di servizi e connessi sarà abbinato alla struttura stadio), che si andrebbe a sommare a tutti quelli già esistenti, confermerebbe ancora una volta la volontà di fare della Piana un centro servizi ‘mordi e fuggi’ per i fiorentini piuttosto che un luogo accogliente per chi vi vive davvero ed un polmone verde per tutta l’area metropolitana. 

Infine, l’edificazione dell’ipotetico nuovo stadio e di altri esercizi connessi, andrebbe a ricadere su un’area classificata per quanto riguarda il rischio idraulico come massima pericolosità, classe P3, cioè area inondabile con tempi medi di ritorno inferiori a 30 anni. Si andrebbero quindi a costruire volumi ingentissimi in zona ad alto rischio idraulico, in contrasto con qualsiasi direttiva e logica.

Per tutti questi motivi, le associazioni dell’Osservatorio fiorentino sulla sostenibilità ritengono che l’unico percorso sostenibile sia quello di abbandonare ogni ipotesi di spostamento dello stadio e di procedere, invece, a una ristrutturazione dello Stadio Franchi insieme ad una valorizzazione di tutta l’area. Al Comune di Firenze si chiede, pertanto, di procedere sulla strada della ristrutturazione del Franchi, lanciando un concorso internazionale volto a favorire l’individuazione del miglior progetto sia per lo stadio che per l’area circostante. La richiesta al Comune di Campi Bisenzio è invece di salvaguardare tutte le aree agricole residue e procedere verso la realizzazione effettiva, insieme agli altri Comuni contigui, del Parco della Piana, opponendosi a qualsiasi progetto con esso incompatibile, come il nuovo stadio. Infine, al ministero dei Beni Culturali e alla Sovrintendenza si chiede di rendere possibile la ristrutturazione dello Stadio Franchi, ovviamente con tutte le preliminari cautele e valutazioni del caso.

“Lo stadio Franchi è stato progettato da Pier Luigi Nervi come struttura da vivere e non semplicemente da ‘guardare’ – si legge in un comunicato diramato dall’Osservatorio – Una ristrutturazione conservativa può permettere all’opera architettonica di Nervi di continuare a svolgere la funzione per cui è stata creata e ad essere struttura viva del tessuto urbano fiorentino. Un suo mantenimento inalterato e nel contempo la creazione di un nuovo stadio lo farebbero invece diventare un monumento sterile, destinato all’abbandono ed al degrado”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

SOSTIENI IL MENSILE 

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

Articoli correlati

Come scegliere l’auto meno cara e inquinante?

In Svizzera è il Touring Club a suggerire agli automobilisti auto elettriche che costino poco. Ma per il consumatore un'attenzione resta d'obbligo: non lasciarci influenzare dallo sconto all’acquisto e dal risparmio per carburante e manutenzione

Transizione energetica, creare valore per le persone e le comunità

È l'orizzonte che si pone la strategia di sostenibilità del Gruppo Maire Tecnimont. Individuati quattro macroaree di intervento e otto obiettivi prioritari per il 2025, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite

#liberidaiVeleni, terza tappa della campagna di Legambiente sul fiume Fratta Gorzone

Dopo la Terra dei Fuochi in Campania e la Valle del Sacco nel Lazio, è stata la volta del corso d'acqua colpito dall’inquinamento da Pfas. Appello di Legambiente al ministero della Transizione ecologica: "Accelerare le bonifiche di acque, falde e suoli"

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Come scegliere l’auto meno cara e inquinante?

In Svizzera è il Touring Club a suggerire agli automobilisti auto elettriche che costino poco. Ma per il consumatore un'attenzione resta d'obbligo: non lasciarci influenzare dallo sconto all’acquisto e dal risparmio per carburante e manutenzione

#liberidaiVeleni, terza tappa della campagna di Legambiente sul fiume Fratta Gorzone

Dopo la Terra dei Fuochi in Campania e la Valle del Sacco nel Lazio, è stata la volta del corso d'acqua colpito dall’inquinamento da Pfas. Appello di Legambiente al ministero della Transizione ecologica: "Accelerare le bonifiche di acque, falde e suoli"

Le imprese green sono quelle che resistono di più alla crisi del Covid

Il 16% delle imprese eco-investitrici ha aumentato il proprio fatturato nell’ultimo anno. È il quadro che emerge alla fine del progetto Ecco - Economie Circolari di COmunità, promosso da Legambiente

Il rovescio dei reflui

In tre isole greche, e nella nostra Gorgona, si sperimentano sistemi per recuperare le sostanze nutritive delle acque di scarico. Per ridurre il danno ambientale e sviluppare l’economia

Mosaico Verde, messi a dimora 267mila alberi in 60 aree gestite da Comuni

Presentati il 9 giugno a Roma i risultati raggiunti dalla campagna nel triennio 2018-2021. Grazie ai nuovi alberi piantati si stima per i prossimi anni un assorbimento di circa 186.900 tonnellate di CO2
Ridimensiona font
Contrasto