Nuova mobilità urbana, la lezione di Barcellona

Pau Noy, presidente della Fundacio mobilitat sostenibile i segura della città, racconta le scelte fatte per incentivare gli spostamenti sostenibili. Mentre in Italia siamo ancora indietro / Firma la petizione Monopattini liberi

un uomo alla guida di un monopattino elettrico

Il nostro modo di muoverci in città sta cambiando e con questo le regole che lo definiscono. Abbiamo incontrato per la prima volta Pau Noy, presidente della Fundacio mobilitat sostenibile i segura di Barcellona, durante Citytech 2019. Pau li definisce “i nuovi attori della mobilità urbana” e spiega come la città spagnola sta approcciando i cittadini che si muovono in città con nuovi mezzi e servizi. Per quanto riguarda la ripartizione della quota modale a Barcellona, tra viaggi interni ed esterni alla città, l’utilizzo della bicicletta è in leggero aumento anche se ancora basso. Se nei prossimi 4 anni la quantità dovesse arrivare al 4-5% e 1 su 5 di questi viaggi venissero effettuati con i monopattini, la quota di questi ultimi sarebbe dell’1%. Gli spostamenti con i monopattini possono essere urbani (come per lo scooter, la maggior parte dei viaggi e monomodale); o suburbani: multimodali (di solito monopattino + treno).

Pau propone una strategia per migliorare la mobilità sostenibile: potenziare il trasporto pubblico e il car sharing, dare priorità assoluta agli spostamenti ciclabili, sviluppare la micromobilità e migliorare gli spazi pubblici pedonali. Le biciclette e i monopattini elettrici, i protagonisti della  mobilità individuale moderna, hanno alcune caratteristiche comuni: sono condivisibili, leggeri (tra i 10 e i 20 kg), il loro consumo di energia è praticamente nullo, sono 100% sostenibili, trasportabili, pensate per tratte brevi e si integrano perfettamente con il trasporto pubblico. Si differenziano per la stabilità, minore nei monopattini, e per la trasportabilità che è meno agevole per le biciclette.

Barcellona ha sviluppato un regolamento per i veicoli per la mobilità individuale (Vmp). Il Vmp prevede la classificazione dei mezzi di micromobilità in 5 categorie. La A raccoglie monoruote, hoverboard e monopattini (i più piccoli e più leggeri), la B i segway e i monopattini (i più grandi), la C le bici con più di due ruote. La C0 raccoglie bici per uso personale, assimilabile a una bicicletta, mentre la C1 biciclette destinata ad un’attività economica e turistica e C2 quelle per il trasporto di merci

E in Italia? Chiediamo al Parlamento di togliere le barriere a una mobilità sostenibilie, che non inquina. Esempi come quello di Barcellona ci fanno capire che si può fare. In questa direzione la petizione “monopattini liberi” lanciata da Legambiente. Firma anche tu!