venerdì 5 Marzo 2021

Acquista

Login

Registrati

“Uomini e predatori”, il nuovo numero di Nuova Ecologia

Lupi e orsi al centro del numero di febbraio e della campagna Unfakenews di Legambiente contro le bufale ambientali. Acquista una copia o abbonati al mensile

Oggi alle 15.30 si terrà in diretta on line la presentazione del numero di febbraio di Nuova Ecologia. L’evento verrà trasmesso sulle pagine Facebook di Legambiente e Nuova Ecologia e sul sito lanuovaecologia.it. “Uomini e predatori” è il titolo scelto per il nuovo numero del magazine, dedicato ai lupi e agli orsi. Introduce e modera Francesco Loiacono, direttore Nuova Ecologia. Partecipano Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente, Piero Genovesi, responsabile del coordinamento della fauna selvatica per Ispra, Simone Angelucci, responsabile veterinario del Parco nazionale della Maiella e i giornalisti Rocco Bellantone, Giulia Assogna ed Elisa Cozzarini. Durante la presentazione Gianlorenzo Ingrami realizzerà delle vignette in diretta.

Dalle Alpi agli Appennini, lupi e orsi dividono l’opinione pubblica, influenzata dall’eco mediatica di alcuni casi di cattiva coesistenza con l’uomo. Per questo, la loro presenza in Italia è il nuovo focus della campagna Unfakenews di Legambiente e della Nuova Ecologia. Perché la presenza di lupi e orsi non è incompatibile con le attività antropiche ed è possibile trovare un giusto equilibrio tra l’uomo e questi animali, come disegna l’illustratore Andrea Calisi nella copertina di Nuova Ecologia.

IL VIDEO PROMO DEL NUMERO DI FEBBRAIO DI NUOVA ECOLOGIA

È dell’8 gennaio la notizia dell’inseguimento di un branco di lupi da parte di un suv sulla strada del Passo Tre Croci (Belluno), che ha riempito le pagine dei giornali. Mentre a luglio una sentenza della corte d’appello dell’Aquila ha sancito l’obbligatorietà di un cospicuo risarcimento al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise da parte di un uomo che aveva ucciso un orso marsicano nel 2014. Nessuno come lupi e orsi imprigiona il nostro immaginario ancestrale nel terrore; la presenza di questi grandi carnivori ha, invece, impatti positivi sulle altre specie e sugli habitat. “Ogni anno nel nostro Paese sono ritrovati tra i 200 e i 300 lupi morti (su una popolazione stimata in oltre 2000 individui, in attesa dei risultati del nuovo monitoraggio in corso), per cause diverse: bracconaggio, avvelenamento, incidenti stradali o, anche, gesti clamorosi e violenti che devono essere contrastati con modelli di coesistenza che sono non solo possibili, ma necessari”, commenta Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente. “Anche rispetto alla conservazione dell’orso persiste una forte emotività nell’opinione pubblica che, attraverso comportamenti non sempre razionali, induce spesso i decisori politici a mettere in atto interventi sbagliati e, con particolare riguardo alla popolazione alpina, anche illegittimi dal punto di vista giuridico”.

Lupi, cinque cose da sapere

Il lupo, in Europa, non è considerato una specie pericolosa per gli esseri umani. Secoli di difficile convivenza con l’uomo ne hanno plasmato il comportamento e, se può, evita l’uomo. Non esistono casi documentati, dal dopoguerra ad oggi, di attacchi di lupo all’uomo, ad eccezione di quello recente di un esemplare però problematico perché sottratto sin da cucciolo alla sua vita naturale. Allo stesso modo, anche per l’orso bruno (tanto per quello presente sulle Alpi, quanto per quello che vive sull’Appennino) l’uomo non rappresenta una preda (nonostante sia considerato un grande carnivoro, l’orso bruno è a tutti gli effetti un onnivoro opportunista), né l’obiettivo di una immotivata aggressività. Certo, incontri ravvicinati sono stati più volte documentati, ma in nessun caso sull’Appennino sono state raccolte evidenze o atteggiamenti di aggressione, mentre sulle Alpi l’unico caso di atteggiamento ostile verso gli umani è legato al disturbo provocato da un cane domestico.

Il lupo preferisce le prede selvatiche e se possibile trova il cibo senza avvicinarsi all’uomo e alle strutture zootecniche; tuttavia, con la sua grande capacità adattativa e il suo opportunismo, può rivolgersi a prede più facili, causando danni agli allevamenti, ma ciò si verifica soltanto dove è stata persa la pratica della custodia dei capi al pascolo. Le predazioni agli allevamenti non possono comunque essere sottovalutate. Ci sono molti casi di allevatori, che con un’opportuna custodia e con la ripresa delle pratiche tradizionali di montagna, non hanno subito danni al bestiame in zone densamente popolate di lupi. Gli enti preposti alla tutela del lupo e quelli impegnati nello sviluppo rurale hanno l’importante compito di garantire le condizioni per il mantenimento dei normali equilibri naturali che assicurano una corretta gestione delle prede selvatiche del lupo e, in secondo luogo, di favorire la messa a regime di metodi di prevenzione del danno che non siano basati su criteri generalisti ma che siano opportunamente calibrati sulle caratteristiche dei singoli territori e, di più, addirittura “azienda specifici”, ovvero pensati e condivisi con gli allevatori.

In Italia il lupo non è mai scomparso, anche se ha subito nella prima parte del 900 una forte riduzione. Non è mai stato catturato per essere poi liberato in altro luogo a scopo di ripopolamento; la sua espansione è frutto di dinamiche naturali, dell’incremento numerico, della diffusione delle sue prede selvatiche e delle politiche di conservazione intraprese a sua tutela.

Il numero di lupi e di orsi non crescerà in modo esponenziale su scala locale; è la natura stessa a non permetterlo. I grandi predatori, infatti, occupano il vertice della catena alimentare. Per questo, se diventassero troppo numerosi finirebbero per ridurre in maniera eccessiva le prede a loro disposizione, minacciando la propria sopravvivenza.

Il lupo e l’orso bruno sono specie non cacciabili e particolarmente protette dalla normativa italiana, tutelate da direttive comunitarie e convenzioni internazionali. Non è vero, quindi, che la caccia a queste due specie sia stata riaperta dopo i recenti avvenimenti in Trentino con l’orso bruno e le predazioni sugli Appennini attribuite al lupo. Per l’orso bruno, in Trentino, sono state solo emanate ordinanze di rimozione per casi puntuali (tramite riduzione in cattività o abbattimento), peraltro molto contestate.

Le interviste a Filelfo, Andri Snær Magnason e Max Casacci

In questo numero della Nuova Ecologia, anche un’intervista di Luca Cirese a Filelfo, il misterioso autore del caso letterario L’assemblea degli animali. Nel libro essi decidono di mandare un monito agli umani affinché imparino di essere parte del tutto da questa pandemia, che secondo Filelfo è “una conseguenza della nostra irresponsabilità verso la natura”.

Segue un colloquio di Fancesco Paniè con l’intellettuale islandese Andri Snær Magnason, arrivato terzo alle elezioni presidenziali islandesi del 2016: dall’approccio economico per affrontare la crisi climatica a quello etico, alla speranza che le nuove generazioni siano più radicali. “Sostenere che solo il 3% del Pil debba andare al clima è miope dopo aver visto la risposta data alla pandemia” dice questo autore tradotto in più di venti Paesi, impegnato da anni in campo ambientale.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

La natura è al centro anche dell’intervista a Max Casacci, fondatore e chitarrista dei Subsonica, e del suo ultimo lavoro Earthphonia: una sinfonia della Terra in otto tracce ricavate dalla sola manipolazione digitale dei suoni della natura. “Ero in balìa di ciò che trovavo, in uno stato di smarrimento continuo. Un’esperienza straordinaria” dice a Fabio Dessì.

Inchieste: il business degli impianti sciistici e Vio.Me, la fabbrica autogestita di Salonicco

Tra le inchieste, quella di Elisa Cozzarini sulle “cime da salvare” dal business: dal Terminillo alle Dolomiti, numerosi progetti di impianti sciistici minacciano le montagne. Con i Mondiali di questo mese e le Olimpiadi Milano Cortina 2026 si tenta di sostenere un turismo in calo; mentre cresce quello sostenibile. E poi la storia di Vio.Me, la fabbrica di Salonicco autogestita dal 2013, nonostante i disagi e le continue minacce di sgombero, che dalla produzione di collanti per l’edilizia è passata a quella di saponi e detergenti ecologici, riadattando le macchine. A rispondere alle domande di Rocco Bellantone è l’intero collettivo, secondo il modello di gestione delle fabbriche che all’inizio degli anni Duemila, in Argentina, vennero salvate a un soffio dal baratro dalla forza lavoro.

LA PRESENTAZIONE DEL NUMERO DI FEBBRAIO DI NUOVA ECOLOGIA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

Articoli correlati

Berta Caceres, cinque anni in cerca di verità e giustizia

Avrebbe compiuto 50 anni ieri la leader indigena assassinata nel 2016 da un gruppo armato. A 5 anni dalla sua “semina” tante le iniziative lanciate dal Copinh. Come #unalberoperlavita, in memoria di chi è stato ucciso nel mondo per difendere ambiente e beni comuni

Città e mobilità sostenibili: il motore per il rilancio del Paese

Dall’8 marzo al 10 aprile la campagna di Legambiente 'Clean Cities: ripartiamo dalle città' per accelerare le politiche locali verso la transizione ecologica. Un viaggio di 14 tappe per una mobilità più sicura, più elettrica e più condivisa

Ambiente, Cingolani: “La transizione ecologica sia globale e antropologica”

Intervenuto alla Conferenza preparatoria della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile il ministro della Transizione Ecologica ha illustrato le sfide che il nuovo dicastero dovrà affrontare: “La visione è globale, ma le soluzioni devono essere innestate nel tessuto locale”

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Pnrr, Pefc Italia: “Cruciali gli investimenti nel settore del legno e delle foreste”

Investire nei materiali di origine legnosa per gli edifici, puntare sullo stoccaggio di CO<sub>2</sub> per contrastare la crisi climatica e incentivare la gestione attiva di boschi e foreste. Sono queste alcune proposte che Pefc Italia, ente promotore della gestione sostenibile delle foreste, avanza in occasione della revisione della prima bozza del Pnrr

Italiana Coke condannata dal Consiglio di stato ad adeguare l’impianto della Val Bormida

L'azienda impegnata nella distillazione di carbone fossile di importazione dovrà attenersi alle prescrizioni previste dall’Autorizzazione integrata ambientale. Soddisfatta Legambiente Liguria: “Servono garanzie rispetto alla gestione e al sostegno dei costi di bonifica del sito perché troppo spesso questi sono rimasti a carico del pubblico”

Anagni, tramonta l’idea di un parcheggio nell’area archeologica di Piscina

Con la delibera di Giunta del 16 febbraio scorso l’amministrazione comunale ha definitivamente abbandonato l’idea. Rita Ambrosino, presidente di Legambiente Anagni: “Soddisfatti di questa decisione”

Fukushima 10 anni dopo. Il nuovo numero di Nuova Ecologia

Si intitola "Uscita di sicurezza" il numero di marzo del mensile dedicato al nucleare e al deposito di rifiuti radioattivi che dovrà essere realizzato in Italia. Oggi alle 11.30 la presentazione in diretta sulle pagine Facebook di Legambiente e La Nuova Ecologia e su lanuovaecologia.it

Nessuna transizione senza trasformazione

Editoriale del direttore Francesco Loiacono al numero di marzo della Nuova Ecologia
Ridimensiona font
Contrasto