Nuova Ecologia alla 55a edizione della Traversata dello Stretto

La gara di nuoto in acque libere quest’anno veicolava, oltre ai valori sani dello sport, il rispetto del mare e dell’ambiente: “Per uno Stretto plastic free”. La partecipazione della rivista tra gli eventi celebrativi dei 40 anni della testata. A Cannitello (Rc), una tappa di Ricicla estate organizzata da Legambiente

 

L'imbarcazione di Nuova Ecologia alla Traversata dello Stretto (foto di Luca Scaldaferri)
L’imbarcazione di Nuova Ecologia alla Traversata dello Stretto

Lo Stretto di Messina, oltre ad essere uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, incantevole e intriso di miti e leggende, è uno dei posti in cui il mestiere di giornalista ambientale può esprimere al meglio i propri compiti: raccontare le bellezze, mettere in guardia dai pericoli che corrono, denunciare gli scempi e informare i cittadini sulle occasioni di futuro nate dall’opera di uomini volenterosi, lungimiranti e rispettosi dell’ambiente.
Ed è per questo che Nuova Ecologia ha scelto, dopo il brindisi del 3 giugno scorso a Villa Celimontana a Roma, la 55a edizione della Traversata dello Stretto tra gli appuntamenti celebrativi dei primi 40 anni di vita della testata.

Domenica 4 agosto, dunque, lo striscione celebrativo del quarantennale della nostra rivista, issato sull’imbarcazione di Giovanni Idotta dell’Associazione nazionale marinai d’Italia, ha accompagnato gli 80 partecipanti alla gara alla quale la Federazione italiana di nuoto ha riconosciuto un valore storico riservato solo a dieci gare in tutto il Paese. Con un’importante novità: nel regolamento dell’edizione 2019 è stata inserita una clausola d’esclusione per rendere la competizione a basso impatto ambientale. «Da quest’anno – ha spiegato Pietro Alampi, vicepresidente Fin Calabria – i nuotatori che usano integratori vengono squalificati se dopo averli ingeriti buttano in acqua la confezione vuota anziché metterla nel costume. L’aspetto agonistico va quindi di pari passo con quello ambientale. Se tutte le federazioni introducessero norme di questo tipo ridurremmo l’impatto sul pianeta dello sport e lanceremmo messaggi forti a chi ci segue».

Un tema, quello dei rifiuti in mare, che è stato al centro della 55° edizione della Traversata dello Stretto grazie alla partecipazione all’evento di Legambiente Calabria, che a Cannitello ha deciso di fare una tappa di Ricicla estate, la campagna di sensibilizzazione dei cittadini sulla differenziata, da fare anche e soprattutto nei comuni costieri. «Prima della partenza i nuotatori hanno posato dietro il nostro striscione “Per uno Stretto plastic free – ha raccontato Nuccio Barillà di Legambiente, anche lui a bordo dell’imbarcazione “targata” Nuova Ecologia” – Siamo partner della Traversata dello Stretto da tanti anni, da quando Goletta Verde, la storica imbarcazione della nostra associazione, ha accompagnato un’edizione della gara, e continuiamo a portare avanti questo gemellaggio anche con la manifestazione podistica Corrireggio promuovendo lo “Stretto patrimonio dell’umanità”. Quest’anno abbiamo deciso di legare l’evento sportivo alla divulgazione ambientale e al rispetto dell’ambiente lanciando lo slogan “plastic free” in questo mare che è simbolo di pulizia, trasparenza e solidarietà e organizzando una tappa di Ricicla estate a Cannitello. Inoltre, per sottolineare quanto teniamo a questa giornata di sport e di tutela del mare abbiamo invitato a festeggiare qui i 40 anni della Nuova Ecologia».

C’era dunque anche la “nostra” imbarcazione tra le centinaia che hanno seguito i partecipanti alla gara sul percorso da Capo Peloro, in Sicilia, a Cannitello, in Calabria: 6,4 km in cui affrontare le numerose, insidiose e potenti correnti dello Stretto aiutati dai barcaioli. «Il barcaiolo è una figura fondamentale in questa gara in cui non serve solo la preparazione fisica per vincere – ci ha spiegato Giovanni Idotta dell’Anmi – Nello Stretto le correnti sono tante e possono cambiare rapidamente, la bravura del barcaiolo sta proprio nell’indicare all’atleta quelle che fanno stancare di meno. Chi sbaglia può finire fuori rotta e trovarsi lontanissimo dal traguardo, chi invece “prende” la corrente giusta ha molte più probabilità di arrivare primo». Non si vince solo con i muscoli, quindi. Deve essere complice la sorte che fa “incontrare” il nuotatore in forma con il barcaiolo sapiente ed esperto. Tre giorni prima della gara, infatti, un sorteggio assegna a ogni nuotatore iscritto un barcaiolo tra i tanti uomini che per una vita hanno solcato le acque dello Stretto.

foto dell'imbarcazione di Paolo Pitasi al seguito di Manuel Taiani
Il barcaiolo Paolo Pitasi (in maglia rossa) al seguito di Manuel Taiani

«Dopo pochi metri dal via ho capito che quest’anno il sorteggio mi aveva assegnato un ragazzo preparato e con una bella bracciata (Manuel Taiani, ndr) – ci ha raccontato dopo la gara in un bar di Cannitello il barcaiolo Paolo Pitasi – Nella parte centrale dello Stretto siamo stati nel gruppo dei primi, ma a un certo punto ho scelto un’altra rotta e alla boa sotto costa a Cannitello, poco prima del traguardo, siamo passati primi. Poi però i giudici mi hanno fatto allontanare dal nuotatore. Agli altri barcaioli invece è stato inspiegabilmente concesso di “accompagnare” i nuotatori per un altro tratto così il mio è stato ripreso e sul finale battuto». Una polemica genuina che dice quanta sia la voglia di ben figurare: perdere d’altronde non piace a nessuno.

A vincere, tra gli uomini, è stato Pasquale Sanzullo, del Centro sportivo carabinieri, con il tempo di 56 minuti, 53 secondi e 31 centesimi. Prima nella competizione femminile Claudia Laganà, nuotatrice di soli 14 anni, dell’Asd Pianeta Sport di Reggio Calabria, con il tempo di un’ora, tre minuti e 49 secondi. Al secondo posto Simone Ercoli del Gruppo sportivo “Fiamme oro” (57 minuti, 5 secondi e 72 centesimi), arrivato pochi istanti dopo nel corridoio finale creato ad hoc, quest’anno, nel porticciolo turistico di Villa San Giovanni. Al terzo posto Manuel Taiani del Cus Salerno Asd (con il tempo di 57 minuti, 33 secondi e 97 centesimi). Nella categoria agonistica femminile, il trionfo è stato di Claudia Laganà dell’Asd Pianeta Sport di Reggio Calabria, con il tempo di un’ora, tre minuti e 49 secondi. Nella categoria master femminile, il successo è andato a Michela D’Amico della “Nuoto e Can. Civitavecchia” (con il tempo di un’ora, 4 minuti, 59 secondi). L’atleta più giovane, Simona D’Andrea, di soli 14 anni e affetta da diabete, ha deciso di sfidare la malattia ben oltre lo sport.
Lo slogan della manifestazione d’altronde è “Non è una gara, è un emozione”.

LE FOTO DELLA 55a TRAVERSATA DELLO STRETTO

Pasquale Sanzullo, il vincitore della gara maschile

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