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Nucleare, ripreso il traffico di scorie radioattive dalla Francia alla Russia

A scoprirlo Greenpeace Francia, che ha organizzato azioni di protesta davanti alla sede di Orano, azienda già nota per esportazioni illegali. Si riaccende il dibattito sulla sostenibilità del nucleare

Nella giornata di martedì 12 ottobre un gruppo di attivisti di Greenpeace ha depositato quindici fusti di metallo con un simbolo radioattivo davanti alla sede di Orano, una società francese di energia nucleare, per protestare contro lo scarico di rifiuti nucleari francesi nel sito di Seversk, in Siberia. La protesta è arrivata dopo che una nuova indagine di Greenpeace Francia ha rivelato che le esportazioni di rifiuti nucleari verso la Russia sono riprese dopo una pausa di undici anni. L’azienda del nucleare Orano nel 2017 è succeduta al colosso francese Areva, fallito in gran parte per le perdite associate alla costruzione di un reattore EPR in Finlandia (tuttora non ultimato). Dieci anni fa, Greenpeace era riuscita a bloccare tutte le esportazioni di uranio impoverito francese in Russia.

Roger Spautz, attivista di Greenpeace Francia e Lussemburgo, ha detto: “Il fatto che l’industria nucleare francese riprenda questo tipo di scarico irresponsabile all’estero è la prova che non esiste una soluzione sostenibile al problema sempre crescente delle scorie radioattive. Dare all’energia nucleare pericolosa un’etichetta verde nella regolazione dell’UE peggiorerebbe il problema delle scorie e distoglierebbe attivamente gli investimenti da soluzioni reali come il risparmio energetico, lo stoccaggio dell’energia e le energie rinnovabili.”

La pratica dell’esportazione di rifiuti radioattivi dall’UE verso un paese terzo è soggetta a severe condizioni, tra cui la sicurezza e la corretta gestione dell’impianto di destinazione. Ma nuove immagini satellitari da Seversk mostrano migliaia di barili all’aperto, esposti alle intemperie.

La scoperta delle rinnovate esportazioni di rifiuti nucleari francesi verso la Russia arriva dopo che alcuni Paesi europei, guidati proprio dalla Francia, hanno fatto pressione affinché il nucleare rientri fra le fonti green all’interno della tassonomia dell’Unione Europea, cioè la classificazione delle attività considerate sostenibili dal punto di vista ambientale. La questione dello smaltimento delle scorie radioattive prodotte dalle centrali atomiche però, rimane irrisolta.

Un principio chiave della tassonomia è che ogni attività deve “non fare danni significativi” all’ambiente per essere inclusa come “sostenibile”. Nelle prossime settimane la Commissione europea aprirà una consultazione pubblica per indagare se l’energia nucleare debba o meno essere inclusa nella tassonomia.

L’inchiesta di Greenpeace Francia ha rivelato anche che, nel gennaio e febbraio 2021, la società Orano ha spedito centinaia di tonnellate di uranio esaurito alla Rosatom, la società statale russa di energia nucleare. Attivisti nel porto di Le Havre, in Normandia, hanno assistito al carico di materiale radioattivo su una nave diretta a San Pietroburgo. Da lì, le scorie hanno proseguito il viaggio in treno verso un impianto di scarico nella città di Seversk, in Siberia, precedentemente noto come Tomsk-7. Secondo i documenti di Greenpeace, non c’è alcuna prova che la gestione del sito di Seversk sia migliorata dal 2010, quando Orano (allora chiamata Areva) ha ammesso che le preoccupazioni ambientali sono state un fattore chiave nella decisione di cessare l’esportazione di uranio.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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