martedì 26 Gennaio 2021

Nucleare, Sogin: “Noi siamo pronti a pubblicare la Cnapi”

immagine di fusti contenenti scorie

Un lungo iter autorizzativo, fatto di comunicazioni a livello governativo, affiancate da vuoti comunicativi e dilazioni. La Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi resta ancora in attesa di pubblicazione. Nonostante il tweet del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che aveva annunciato la sua presentazione agli italiani prima delle elezioni dello scorso marzo. E nonostante le recenti dichiarazioni del ministro dell’Ambiente, Galletti, che ha sottolineato l’importanza di chiudere il procedimento, dando tuttavia priorità alla formazione di un nuovo governo.

Ma il documento è pronto, ed è stato rivalidato a marzo dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) per essere poi consegnato ai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente. Lo ha ribadito in una conferenza stampa Luca Desiata, amministratore delegato di Sogin dal 2016: “La Cnapi è rivalidata, siamo pronti a pubblicarla, partendo da un processo strutturato di condivisione dei benefici con il territorio”.

Sogin è la società di Stato responsabile del decomissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi, compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare. Quest’attività, per l’esattezza, consiste nelle “operazioni di mantenimento in sicurezza degli impianti, allontanamento del combustibile nucleare esaurito, decontaminazione e smantellamento delle installazioni nucleari e gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, in attesa del loro trasferimento al Deposito nazionale”, spiega l’azienda nei suoi materiali informativi.

Nella conferenza stampa, Desiata ha illustrato i risultati conseguiti nell’anno appena trascorso e gli obiettivi per il 2018. I risultati in termini di efficienza e di performance raggiunta a conclusione del 2017 riguardano l’organico aziendale del gruppo, diminuito di 94 unità rispetto al picco massimo di marzo 2016, con una riduzione del costo del personale dai 92,1 milioni di euro del 2016 agli 86,2 del 2017. Nello scorso anno Sogin ha anche registrato una forte ripresa in termini di volume di attività di decommissioning, pari a 63,2 milioni (53,8 nel 2016). Il secondo migliore risultato in termini economici, dopo quello del 2015, dal 2001, da quando cioè la società è operativa. Un’azione che si inquadra in un progetto di razionalizzazione e riorganizzazione della struttura dopo il rinnovo del consiglio di amministrazione.

“Il nostro focus è la protezione dell’ambiente con lo smantellamento delle scorie – ha spiegato Desiata – Lo riteniamo un progetto a bassissimo impatto ambientale con importanti benefici per il territorio. Siamo consapevoli delle difficoltà che questo progetto incontrerà a livello di opinione pubblica, per questo riteniamo che il processo autorizzativo per arrivare al nulla osta della pubblicazione debba essere il più solido e condiviso possibile”.

Dopo la pubblicazione della Cnapi sono in programma una grande consultazione pubblica e una raccolta di osservazioni, passaggio che porterà all’approvazione della Cnai, acronimo di Carta nazionale delle aree idonee. L’avanzamento delle attività è dunque al centro del lavoro per l’anno in corso. L’obiettivo per il 2018, ha concluso l’ad di Sogin, “è realizzare il miglior anno di attività della Sogin in termini di smantellamento delle scorie nucleari”. Un impegno necessario e urgente, specie alla luce delle questioni ambientali connesse all’attività di decommissioning e alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per la mancata osservanza della direttiva 2011/70/Euratom per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi.

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