Nucleare, il Giappone si ferma per Fukushima

Si commemora l’ottavo anniversario della catasfrofe dell’11 marzo 2011, quando un terremoto generò uno tsunami e il conseguente incidente alla centrale. Lamentati ritardi nei lavori di decontaminazione. Terreno radioattivo sparso in più di centomila località

una squadra di "liquidatori" nei pressi dell'impianto nucleare

Il Giappone si ferma per commemorare l’ottavo anniversario dalla catastrofe di Fukushima: il sisma di magnitudo 9 che ha generato il successivo tsunami e l’incidente alla centrale nucleare. Alle 14:46 in punto è stato osservato un minuto di silenzio al Teatro nazionale di Tokyo, l’esatto orario in cui si è verificato il terremoto l’11 marzo del 2011, così come è stato osservato lungo i litorali della costa del Tohoku, Giappone nord orientale, quelli devastati dall’onda anomala.

La gran parte del suolo trattato per la decontaminazione dopo la catastrofe di Fukushima resta parcheggiato in oltre centomila località all’interno della Prefettura. Lo ha rilevato il ministero dell’Ambiente giapponese, spiegando che il terreno prelevato per abbassare il livello delle radiazioni è stato disposto nei giardini di abitazioni private o nei pressi dei parcheggi, per poi essere trasportato in centri per l’immagazzinamento, a partire dal 2015, in due diverse città della regione.

Tuttavia, solo il 17% del suolo è stato prelevato dalle diverse località, che secondo i dati del ministero ammontano a 104.938, 933 invece i centri di accumulo. Il governo ha spiegato che nel prossimo anno fiscale intende dislocare il doppio dell’importo della terra trasferita durante lo scorso anno, per completare il progetto entro il marzo 2022, senza però includere gli appezzamenti nella zone di evacuazione in cui ancora oggi non è possibile per i residenti tornare a vivere. Gli stessi, esercitano pressione sull’esecutivo, accusandolo di non fare abbastanza per accelerare il processo di decontaminazione dell’area.