Le 100 notizie verdi del 2018

Eventi, storie, battaglie e scelte politiche che hanno segnato il 2018. Da gennaio a dicembre, l’anno che sta per concludersi raccontato in 100 notizie. A cura di FABIO DESSI’

L'immagine di un orso polare nell'Antartide

La minaccia del global warming si è manifestata in tutta la sua forza: siccità, uragani e incendi hanno travolto anche l’Italia, come mai prima. Ma i grandi della Terra stanno a guardare. Ecco una selezione delle notizie sull’ambiente più importanti del 2018, suddivisa mese per mese. 

GENNAIO

Il Belize, che vanta la più grande barriera corallina dell’emisfero boreale, è il primo Paese in via di sviluppo a chiudere alle attività petrolifere le proprie acque. La norma è frutto delle pressioni nazionali e internazionali per preservare il fragile e prezioso ecosistema. Pochi mesi dopo, il 28 giugno, la barriera corallina del Belize sarà rimossa dalla lista Unesco del patrimonio mondiale in pericolo.

Un'immagine dall'alto della barriera corallina in Belize

FEBBRAIO

Almeno 18 persone muoiono nel crollo della più grossa discarica di Maputo, avvenuto intorno alle 3 di notte dopo che piogge torrenziali avevano colpito la capitale del Mozambico. La frana ha seppellito sette case del quartiere Hulene, a 10 km dal centro.

L'immagine della discarica crollata a Maputo che ha causato decine di mort

MARZO

Il 2017 è stato per l’Italia un anno di siccità. I dati dell’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) indicano che al Nord tutti i grandi laghi restano sotto la media stagionale, con i bacini d’Iseo e Como addirittura sotto lo zero idrometrico. Anche al Sud i bacini segnano livelli largamente inferiori a quelli degli anni scorsi. La situazione più preoccupante in Sicilia, dove i principali invasi contengono 89 milioni di metri cubi d’acqua contro gli oltre 400 di un anno fa e i 593 del 2010.

L'immagine di un campo arido in Italia 

APRILE

Con l’attuazione del piano di sfruttamento della foresta di Bialowieza, sito Natura 2000 e patrimonio Unesco, la Polonia ha violato il diritto dell’Unione, in particolare le direttive Habitat e Uccelli. Lo stabilisce la Corte di giustizia dell’Ue, che accoglie il ricorso della Commissione europea contro il piano. Varsavia sosteneva che il disboscamento fosse necessario per l’invasione di un coleottero e aveva continuato ad autorizzare il taglio di legname nonostante l’alt di Bruxelles.

Attivisti a difesa della foresta di Bialowieza

MAGGIO 

Secondo un’indagine di Greenpeace a Papua West, occupata e colonizzata dall’Indonesia, fra il maggio 2015 e l’aprile 2017 sono stati rasi al suolo 4.000 ettari di foresta pluviale per produrre olio di palma. L’organizzazione ambientalista accusa “un’azienda produttrice di olio di palma dalla quale si riforniscono marchi come Mars, Nestlé, PepsiCo e Unilever”.

Un bambino in una foresta in West Papua

GIUGNO

Le perdite di ghiaccio dell’Antartide hanno fatto aumentare i livelli del mare di 7,6 mm a livello mondiale dal 1992, 3 mm solo negli ultimi cinque anni. Sono i risultati di uno studio, “Mass balance of the Antarctic Ice Sheet from 1992 to 2017”, pubblicato su Nature da The Imbie team. È il quadro più completo del cambiamento della calotta polare antartica fino ad oggi, al quale hanno lavorato 84 scienziati di 44 organizzazioni internazionali.

Antartide si sta ritirando

LUGLIO

Le foto di una giraffa nera abbattuta in Sudafrica da una cacciatrice statunitense diventano virali dopo essere state pubblicate da Africa Digest . La donna, Tess Thompson Talley, si vantava pubblicamente dell’uccisione: “Una selvaggia bianca americana, che è in parte una Neanderthal – si legge sul giornale – arriva in Africa e abbatte una rarissima giraffa nera per gentile concessione della stupidità del Sudafrica”. La caccia grossa che ha dato “fama” alla Thompson Talley è avvenuta nella savana sudafricana in modo completamente legale.

La fotografia della cacciatrice americana che ha ucciso una giraffa in Sudafrica

AGOSTO

La conferma arriva dal rapporto annuale “State of the climate”, elaborato con i contributi di oltre 500 scienziati in 65 Paesi guidati dalla National oceanic and atmospheric administration Usa (Noaa): il 2017 è stato il terzo anno più caldo mai registrato al mondo, dopo il 2016 e il 2015.

L'immagine di un'area desertica in Qatar

SETTEMBRE

Elephants Without Borders denuncia l’ultimo massacro di elefanti avvenuto in Botswana, Paese dell’Africa australe: 87 i corpi ritrovati nel Botswana wildlife sanctuary. L’ong fa notare che la strage coincide con il disarmo dell’unità anti-bracconaggio decretato a maggio, a un mese dall’elezione del presidente Masisi.

Immagine di elefanti in Botswana

OTTOBRE

Il sindaco di Riace (Rc), Mimmo Lucano, su richiesta della procura di Locri è messo agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Lucano è noto per il suo impegno a favore dei migranti, tanto che nel 2016 la rivista Fortune l’ha inserito fra le 50 personalità più potenti al mondo. Il 6 ottobre in cinquemila sfileranno per le vie del borgo calabrese per manifestare la loro solidarietà al sindaco.

Il sindaco di Riace Domenico Lucano

NOVEMBRE

Almeno ottanta persone muoiono in California a causa di grandi incendi. Più di 1.200 i dispersi. A causare la maggior parte delle morti è l’incendio ribattezzato Camp fire, nella California settentrionale, che ha incenerito centinaia di km2 di territorio e distrutto numerosi edifici.

L'immagine di una località colpita dagli incendi in California

DICEMBRE

A Katowice, in Polonia, la Cop 24 chiude i lavori senza la risposta che ci si attendeva all’urgenza della crisi climatica. Non sono bastati dieci giorni per concordare un impegno di tutti i governi a rafforzare entro il 2020 gli obiettivi di riduzione delle emissioni in linea con la soglia critica di 1,5 °C, ad adottare un quadro normativo per dare attuazione all’Accordo di Parigi e a garantire un sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo che devono far fronte a devastanti impatti climatici. Un risultato debole, in contrasto con l’allarme lanciato dalla comunità scientifica internazionale e con la mobilitazione dei cittadini, soprattutto giovani, che in ogni angolo del pianeta chiedono un’azione globale per fronteggiare i cambiamenti climatici in corso.

Il presidente della Cop24, Michal Kurtyka, celebra la fine della Conferenza