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Noi siamo oceano: il numero di luglio agosto del mensile

La storia di copertina della rivista. E poi il G8 di Genova, il ponte sullo Stretto di Messina, un focus sull’economia circolare. La presentazione online alle 11 e 30

“Noi siamo oceano”: La Nuova Ecologia di luglio e agosto dedica la sua storia di copertina al mare. Dall’immensa massa d’acqua che ricopre la Terra dipende la vita; eppure la minacciamo e la trascuriamo. Ecco perché l’Onu apre il decennio per studiare il mare: è il momento di volgere lo sguardo verso gli abissi per conoscere e curare l’oceano. Le Nazioni Unite hanno dedicato il decennio 2021-2030 alle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile con l’obiettivo di mobilitare comunità scientifica, governi, società civile e privati attorno a un programma di studio e innovazione tecnologica in linea con quanto previsto dall’obiettivo 14 dell’Agenda 2030: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”.

La rivista si apre con un’intervista di Fabio Dessì a Giovanni Mari, oggi caporedattore de Il Secolo XIX, allora cronista per lo stesso quotidiano, che nel suo Genova, vent’anni dopo ripercorre i troppi fallimenti che hanno segnato le dolorose giornate del G8 del 2001. Le sue intenzioni sono chiare già dal sottotitolo: Storia di un fallimento. “Un brutale e insopportabile fallimento di tutti i soggetti in campo”, scrive. A luglio 2001 era uno dei giornalisti che si trovava sotto la scuola Diaz, passata agli “orrori” della cronaca per la “macelleria messicana”, come la definì il vicequestore Fournier, operata da uomini in divisa; “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” per usare le parole di Amnesty International. “Si deve continuare a parlare del G8 – dice Mari alla Nuova Ecologia – perché racconta l’irresponsabilità e le responsabilità politiche che in quei giorni a Genova spedirono centinaia di innocenti negli ospedali. A cancellare una straordinaria piattaforma politica, ancora necessaria”.

L’inchiesta del mese è dedicata al ponte sullo Stretto di Messina, che dopo esserci costato 964 milioni fra consulenze, incarichi e analisi tecniche, era sparito dall’agenda politica. Oggi se ne riparla con le stesse tesi a favore campate in aria di 50 anni fa, dimenticandosi che in Calabria e Sicilia i treni sono pochi e viaggiano lenti. Perché non migliorare questi collegamenti? E ancora, perché i treni non possono attraversare lo Stretto come si fa nel mar Baltico? Dove entrano in navi lunghe 200 metri ed escono sull’altra sponda. Il tutto si potrebbe fare in mezz’ora, ma forse il problema è proprio che sarebbe troppo semplice e a basso costo. Dal 2000 la spesa per investimenti al Sud si è ridotta drasticamente, oggi il governo Draghi vorrebbe investire oltre 35 miliardi di euro tra Ponte e alta velocità da Reggio a Salerno. Siamo proprio sicuri che sia la scelta migliore e non piuttosto un regalo alle solite lobby?

In questo numero di Nuova Ecologia non poteva mancare un focus sull’economia circolare in cui si fa il punto sul tema e sulla grande sfida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano, approvato da Bruxelles, che pone finalmente come prioritari gli impianti di trattamento dei rifiuti e le riforme per realizzarli. Ma servono ancora più risorse.

La sezione In Viaggio ci porta in Sicilia a Montevago, il paese in provincia d’Agrigento, epicentro del terremoto nel Belice, che è stato trasformato in un museo a cielo aperto grazie al progetto “Percorsi visivi” dell’associazione culturale “La Smania Addosso”, con il patrocinio dell’Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, del Comune di Montevago, della Presidenza dell’Ars e dell’assessorato al Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana. Il progetto è stato pensato per celebrare la vita che c’era. E quella che verrà.

LA PRESENTAZIONE IN DIRETTA


Introduce e modera Francesco Loiacono, direttore della Nuova Ecologia, intervengono:  Claudia Gili, direttrice dipartimento conservazione e benessere animale Stazione zoologica Anton Dohrn, Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, Sandro Carniel, direttore della divisione di ricerca Sto-Cmre e i giornalisti della Nuova Ecologia Elisabetta Galgani, Fabio Dessì e Rocco Bellantone.

Durante la presentazione, Gianlorenzo Ingrami realizzerà delle vignette in diretta.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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