No ai pesticidi, molto meglio i fiori

Secondo uno studio svizzero con questa nuova pratica i danni provocati alla coltura sono diminuiti del 61% rispetto ad altri campi in cui non erano stati piantati fiori

papaveri

Coriandolo, fiordaliso, grano saraceno, papavero e aneto vengono utilizzati per attrarre gli insetti che attaccano gli afidi e i parassiti più dannosi per la pianta. Questa è la nuova frontiera della ricerca in agricoltura e questa è la sperimentazione avviata in Svizzera ed in Inghilterra in questi mesi.

I risultati ottenuti sono importanti: secondo uno studio svizzero con questa pratica i danni provocati alla coltura sono diminuiti del 61% rispetto ad altri campi in cui non erano stati piantati fiori. Ma quale sarebbe la motivazione? Con l’uso di questi fiori è stato abbattuto del 40% il numero delle larve di Oulema melanopus, un coleottero ghiotto di foglie di cereali.

Le strisce fiorite piantate al bordo dei campi hanno però un limite: gli insetti “buoni” che ospitano non riescono a raggiungere le aree più interne della coltivazione, che hanno comunque bisogno di essere trattate con pesticidi. I macchinari più recenti usati per la raccolta sono sempre più precisi e consentono di mietere il grano senza toccare i fiori.