Terrore condiviso

Una famosa giornalista di inchiesta riesce ad entrare nel mondo del reclutamento dei jihadisti. Si crea una falsa identità online e finge di essere una musulmana che vuole abbracciare la Jihad. In poco tempo entra in un meccanismo molto pericoloso

Nellatestadiunajihadista_stefania marchitelli

Anna Erelle

Nella testa di una jihadista

Tre60 Edizioni

Pp 258, 14,00 euro

 

 

 

Anna Erelle, giornalista di inchiesta francese, studia le derive dell’Islam readicale. Attirata da numerosi casi di ragazze che dal Belgio, dall’Olanda e dalla Francia salutano improvvisamente genitori e amici per scappare a fare la guerra santa per lo Stato Islamico, studia il sistema di reclutamento utilizzato dai jihadisti su internet. Il primo strumento usato è facebook, perché sui social network si trovano un sacco di informazioni preziose. Nel marzo del 2014 la giornalista si apre un falso profilo sotto il nome di Melodie e segue le tracce dei mujaheddin dell’IS che pubblicano foto e video dove le vittime sono in parte musulmane. Trova e condivide il video di un certo Abu Bilel, poco dopo riceve un suo messaggio privato. Anna non sa di avere davanti il braccio destro di Abu Bakr al Baghdai, califfo dello stato islamico. Inizia una fitta corrispondenza, i due finiscono a parlare su skype e  l’uomo si invaghisce della ragazza. Dopo una settimana le chiede di sposarlo e lei parte per la Siria, fa scalo in Olanda con l’intento di finire il reportage e tornare indietro con la scusa di sentirsi seguita dalla polizia. Ma da qui in poi va tutto storto, il piano non funziona e Anna/Melodie si trova “costretta” a tornare subito in Francia. Una mattina mentre Anna è in ufficio, il suo cellulare privato squilla: è Abu Bilel. La copertura è saltata. Pochi giorni dopo i giornali danno la notiza della morte del terrorista e Melodie è sconvolta, pur disprezzandolo, non riesce a gioire della morte di una essere umano, un uomo con cui pur non volendo ha stabilito un legame. Ma forse la notizia è falsa e Anna vive nell’ansia di capire cosa potrebbe succederle, fino a che la risposta arriva: Biel sul web lancia una fatwa contro di lei«Fratelli del mondo intero, lancio la fatwa contro questo essere impuro che si è preso gioco dell’Onnipotente. Se la vedete, ovunque siate, rispettate le leggi islamiche e uccidetela. A condizione che la sua morte sia lenta e dolorosa. Chi si fa beffe dell’Islam ne pagherà le conseguenze col sangue. Essa è più impura di un cane, violentatela, lapidatela, finitela. Inshallah».
Anna oggi vive sotto scorta, sotto falsa identita e le è stato vietato di scrivere di terrorismo.