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Nel 2021 fenomeni meteorologici estremi sempre più intensi e frequenti

Quest’anno si è parlato molto di clima, non solo per la Cop 26 di Glasgow e le mobilitazione dei Fridays for future, ma anche per alluvioni, siccità, tornado e ondate di calore

Nel 2021 si è parlato molto di clima per la conferenza di Glasgow, per la mobilitazione delle ragazze e dei ragazzi dei Fridays for Future, ma anche per la cronaca dei devastanti impatti di alluvioni, siccità, tornado e ondate di calore nelle diverse parti del mondo. Purtroppo, continua non solo la crescita delle emissioni di gas serra ma anche delle temperature sul Pianeta. Secondo il National Oceanic and Atmospheric Administration il mese di luglio 2021 è stato il più caldo, da quando sono iniziati i rilevamenti, a livello globale, mentre il 2020 è stato l’anno più caldo in Europa e nel Mondo, in quest’ultimo caso affiancando il record del 2016. In Italia nel 2021 abbiamo assistito a fenomeni meterologici estremi sempre più intensi e frequenti, come un’estate con temperature record a cui hanno fatto seguito piogge devastanti e perfino il medicane (uragano del Mediterraneo) Apollo. Nella fotografia scattata dall’Osservatorio Cittàclima di Legambiente gli eventi che in Italia hanno provocato impatti nei territori sono stati 171 quest’anno con la morte di otto persone. Ben 91 sono stati i casi di allagamenti da piogge intense; 44 casi, invece, di danni da trombe d’aria, 11 esondazioni fluviali, 9 casi di frane causate da piogge intense, 6 di danni da siccità prolungata, 5 casi di danni alle infrastrutture. A raccontare plasticamente quanto i territori siano in balia di eventi sempre più estremi è la costa orientale della Sicilia. L’11 agosto, a Siracusa, è stato segnato il record di 48,8 °C, il valore europeo più alto di sempre. Un mese dopo, il 10 settembre, l’isola di Pantelleria (TP) viene colpita da una tromba d’aria che provoca due vittime. Dopo il caldo le alluvioni, il 5 ottobre una forte perturbazione caratterizzata da venti record ha causato danni al centro storico di Catania con diversi danni e feriti. Ancor più grave quanto avvenuto tra il 24 ed il 29 ottobre con 5 eventi estremi che hanno interessato la Sicilia orientale, dovuti al medicane Apollo che ha provocato devastazione, con danni ingenti ancora da quantificare, fiumi di acqua e fango che hanno devastato intere aree, provocando 3 vittime a Scordia e Gravina di Catania. Incredibili i dati cumulati di pioggia registrati in 48 ore, con estremi come a Linguaglossa di 494 mm e Lentini con 290 mm. In queste zone in 48 ore si è registrata una quantità di pioggia pari ad un terzo di quella annuale. Ma non solo in Sicilia sono stati diversi gli eventi che hanno provocato danni nei territori. Come la violenta grandinata avvenuta sull’A1 nel tratto fra Parma e Fiorenzuola lo scorso 26 luglio, con l’autostrada chiusa e centinaia di auto distrutte dai chicchi di grandine. Oppure il 16 settembre con allagamenti che hanno colpito l’aeroporto di Malpensa e decine di persone evacuate con i gommoni e salvate dall’allagamento. Il 4 ottobre le incessanti piogge hanno provocato le esondazioni del torrente Letimbro, in zona Santuario di Savona, e dell’Erro a Pontinvrea (Sv), dove sono stati allagati negozi, scantinati e abitazioni. In quel momento viene registrato un nuovo record pluviometrico nazionale con 496 mm in 6 ore; record purtroppo infranto sempre in quelle ore a Rossiglione (Ge) dove addirittura viene segnato un primato europeo: 740,6 mm di pioggia caduti in dodici ore. A Modica, il 17 novembre, un uomo è rimasto vittima di una tromba d’aria che lo ha colpito non appena era uscito di casa. Un’altra serie di eventi estremi ha portato gravi conseguenze nel sud della Sardegna il 14 novembre: un anziano è stato trovato morto nella sua auto ribaltata non lontano dalla provinciale 73 a Sant’Anna Arresi (CI). A Villa San Pietro sono invece state recuperate con l’elicottero cinque persone rimaste isolate per l’acqua alta, mentre Pirri e numerose zone dell’area metropolitana di Cagliari sono state allagate.

Le città italiane hanno bisogno di interventi di adattamento a un clima che rende piazze, strade e linee ferroviarie pericolose

Il ripetersi di questi eventi conferma quanto le città italiane hanno bisogno di urgenti interventi di adattamento a un clima che rende piazze, strade e linee ferroviarie pericolose durante piogge di questa intensità, ma anche invivibili le case e i quartieri durante le ondate di calore. Dobbiamo augurarci che il nostro Paese finalmente approvi il piano nazionale di adattamento climatico, come hanno fatto tutti gli altri grandi Paesi europei, con chiare priorità di intervento in modo da indirizzare le risorse nazionali e del Pnrr verso la messa in sicurezza e riqualificazione delle città e dei territori italiani.

 

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Edoardo Zanchinihttps://www.lanuovaecologia.it
Vicepresidente nazionale di Legambiente. twitter @ezanchini

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