Napoli, al via il canale web “Ciak si scienza”

La divulgazione di notizie ambientali è l’obiettivo del progetto promosso dall’Università Federico II. Rivolto al grande pubblico

immagine di una ricercatrice al lavoro

di Teresa Panzarella

Sensibilizzare i cittadini alla salvaguardia del pianeta. È questo l’obiettivo di “Ciak si scienza”, il canale web di divulgazione scientifica promosso dall’Università Federico II di Napoli. Il progetto consiste in un canale che sarà contenitore di video che tratteranno diverse notizie ambientali. Chimica verde, bioeconomia e economia circolare, sono solo alcuni degli argomenti che verranno affrontati nella piattaforma. L’intenzione è quella di utilizzare un linguaggio semplice per spiegare temi ai non addetti ai lavori. Sul canale web si suggeriscono soluzioni e buone pratiche per attivare un circolo virtuoso fra istituzioni, aziende e consumatore finale. L’idea è di Vincenza Faraco, docente di chimica e biotecnologia delle fermentazioni alla Federico II, in collaborazione con il suo gruppo di ricerca. «È un po’ come se uscissi dal mio laboratorio per raggiungere le persone nel loro quotidiano attraverso i loro smartphone spiega la dottoressa Faraco. – Sono sempre stata convinta che se raggiungiamo un risultato nel campo della ricerca ma poi non lo divulghiamo quel risultato non avrà la possibilità di essere applicato. La salute del nostro pianeta interessa tutti noi».

La scelta di usare lo strumento video nasce dall’esigenza di creare un contenuto accattivante, che possa essere fruito anche in un momento di pausa durante l’arco della giornata. I filmati sono stati sinora girati nei laboratori del Centro di servizio di ateneo per le scienze e tecnologie per la vita (Cestev). Sul canale è già disponibile il primo video dal titolo “Un mare di rifiuti generato dalle plastiche”.

“Ciak si scienza” vuole essere un’iniziativa dinamica e interattiva che prevederà anche collegamenti da conferenze internazionali per raccontare gli avanzamenti più recenti nel settore green. Non mancheranno riprese in altri centri di ricerca, aziende e interviste a esperti del campo. «Ciò che mi auguro – conclude la professoressa Faraco – è che le persone si sensibilizzino rispetto all’importanza dei temi che tratteremo e che quindi siano più predisposte a un cambiamento. Solo così salvaguarderemo il pianeta».