venerdì, Ottobre 23, 2020

Napoli a piedi, a spasso nella città obliqua

veduta di Napoli
di GRAZIA MARIA FORINO

“Napoli non esiste solo come città, esiste come concetto, come aggettivo. E Napoli è la città più Napoli che conosco.” Con queste parole Luciano De Crescenzo descrive la sua città nel libro “Così parlò Bellavista”. Nulla di più vero. Napoli non è semplice da raccontare, con le sue sfumature e contraddizioni. È un luogo in movimento e per provare a capirla meglio è più utile viverla, anche in modo sostenibile. Basta guardarla da un punto di vista diverso, volgendo lo sguardo verso l’alto: alle colline che la circondano. L’area delle Colline di Napoli, divenuta Parco regionale metropolitano nel 2004, è legata al centro e alla costa da una rete di oltre 200 scalinate. Rampe e gradoni sono una risposta intelligente, che consente di spostarsi dall’alto delle Colline al basso del centro storico. Questi percorsi pedonali, nati per esigenze urbanistiche, oggi possono essere considerati monumenti dall’inestimabile valore culturale e paesaggistico. Per rendere il tragitto meno faticoso, si può scegliere di partire dalla vetta, dove il paesaggio offre la vista su tutta la città. Lungo il cammino lontano dal traffico si ha modo di incontrare parchi, chiese e monasteri seguiti da scorci mozzafiato. Per valorizzare, nel 2011 è nato il Coordinamento recupero scale di Napoli, che con l’emanazione di un “Manifesto” si è prefissato l’obiettivo di organizzare eventi e visite per promuovere la conoscenza e la cura delle scale. Quattro gli itinerari consigliati, da percorrere alla scoperta della città obliqua, attraverso paesaggi, paralleli e segreti, dove il tempo sembra andare a un ritmo più lento.

LA PEDAMENTINA E MONTESANTO
Sul ciglio del Vomero ci sono due complessi monumentali: la Certosa di San Martino, uno dei più riusciti esempi di architettura e arte barocca nonché fulcro della pittura napoletana del Seicento, e Castel Sant’Elmo, castello medievale oggi adibito a museo. Entrambi affacciano sul belvedere di piazzale San Martino, la cui balaustra viene interrotta dalla Pedamentina di San Martino, che con i suoi 414 scalini, fra scorci sul golfo, edicole e orti, conduce su corso Vittorio Emanuele, antica tangenziale voluta da Ferdinando II di Borbone. La discesa continua sulla monumentale Scala di Montesanto per giungere nel cuore pulsante della città, in via Pignasecca, uno dei mercati alimentari più pittoreschi di Napoli. Percorrendo piazza Carità e Calata Trinità Maggiore si raggiunge piazza del Gesù, dove svetta il più famoso dei cinque obelischi napoletani. A guardarsi una di fronte all’altra, la barocca chiesa del Gesù nuovo e la gotica Basilica di Santa Chiara aprono la strada verso Spaccanapoli, che prosegue su via Benedetto Croce in direzione piazza San Domenico, altro crocevia del centro storico. La passeggiata potrebbe concludersi con una sosta in uno dei locali più green della zona universitaria: “O Grin”, ristorante vegano in via Mezzocannone 83 (dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18).
LUNGHEZZA PERCORSO: 3 km
TEMPO: 1 h

 

PETRAIO
Breve ma intenso, quello del Petraio è il secondo itinerario che prende il via dal Vomero. Si parte da via Annibale Caccavello, alle spalle della funicolare di via Morghen, per iniziare la discesa dei gradoni costellati da ville liberty. A metà percorso, la discesa si allarga per dare spazio al panorama del golfo, coi suoi protagonisti: isole e Vesuvio. Una volta giunti su corso Vittorio Emanuele ci si può allungare al civico 400 per una veloce pausa presso la gastronomia sociale “Sfizzicariello”, gestita dalla cooperativa Arte musica e caffè, nata nel 2007 per migliorare la qualità di vita di soggetti con disagio psichico e delle loro famiglie attraverso l’inserimento lavorativo (dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 20).
LUNGHEZZA PERCORSO: 1,5 Km
TEMPO: 20 minuti

 

MOIARIELLO
Natura e cultura si fondono nel Parco e nella Reggia di Capodimonte. L’antica residenza, costruita per volere di Carlo di Borbone, è contornata da uno dei parchi più grandi della città, che con i suoi 134 ettari copre quasi per intero la collina di Capodimonte. È questo il punto di partenza del terzo itinerario lungo le scale del Moiariello. Da via Sant’Antonio a Capodimonte il percorso si sviluppa in discesa, passando per l’osservatorio astronomico voluto da Gioacchino Murat. Continuando fra i vicoli, s’incontrano edifici di interesse architettonico come la Torre Palasciano, che la leggenda vuole ancora abitata dal fantasma del suo proprietario. Proseguendo in via Moiariello fino a via Giuseppe Piazzi, fra terrazze e gradinate si ammirano orti, giardini, chiese e vecchie residenze nobiliari. Giunti nella frenetica via Foria la tranquillità si ritrova salendo la via del Sole e raggiungendo la Chiesa Sant’Aniello a Caponapoli. Una delle più antiche chiese monumentali di Napoli, di proprietà demaniale, affidata alla Curia arcivescovile, è oggi fruibile grazie alla collaborazione di Legambiente Campania, che con i suoi volontari garantisce l’apertura del sito. Per una pausa ristoro c’è “Vitto pitagorico”, ristorante pizzeria vegano in piazza Museo 15 (dalle 12.30 alle 15.30 e dalle 19.30 alle 23.30, martedì chiuso).
LUNGHEZZA PERCORSO: 2,5 km
TEMPO: 45 minuti

 

SCALE DELLA PRINCIPESSA JOLANDA
Questa particolare scalinata nacque quando fu realizzato corso Napoleone, oggi corso Amedeo di Savoia, voluto da Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, durante il periodo francese, per collegare la Reggia di Capodimonte al centro. Con la realizzazione di questa strada ci si pose il problema di farla terminare con un maestoso impianto scenografico: i Gradini Capodimonte, che oggi prendono il nome di Scale della Principessa Jolanda. Qui inizia il nostro quarto e ultimo itinerario. La rampa intervallata da giardinetti viene interrotta da un grande platano che guarda la città dall’alto. Segue il rettilineo tracciato da corso Amedeo di Savoia. Superando il Museo archeologico nazionale e proseguendo su via Pessina lo sguardo si allarga una volta arrivati all’esedra di piazza Dante. Alle spalle del sommo poeta, imboccando Port’Alba, si giunge in uno dei luoghi più frequentati dalla movida napoletana: piazza Bellini, dove è ancora possibile ammirare parte delle antiche mura della Napoli greco romana. Il percorso potrebbe concludersi poco più avanti da “Un sorriso integrale amico bio”, ristorante vegetariano/vegano in via S. Pietro a Maiella 6 (dalle 10.30 alle 16 e dalle 19 alle 24).

LUNGHEZZA PERCORSO: 1,8 km
TEMPO: 30 minuti

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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