lunedì, Ottobre 26, 2020

Myanmar: il turismo che garantisce sviluppo sostenibile alle comunità locali

Myanmar, il turismo sostenibile

di Raffaele Cava

Godersi una bella vacanza sul Lago Inle immergendosi tra le tradizioni popolari e il patrimonio naturale della regione del Myanmar accompagnati da guide turistiche locali. E’ l’opportunità offerta dai pacchetti turistici community based creati nell’ambito del progetto EPIC – Economic Promotion of Inle Communities throught cultural and heritage valorization – finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, con capofila ICEI e partner, oltre alla Legambiente, il Comune di Milano, AITR,  ARCò, INLE Speaks e Dear Myanmar.

A circa due anni dall’avvio del progetto si registrano i primi frutti del lavoro in Myanmar svolto dove dopo l’individuazione delle possibili “tappe” del tour da offrire ai turisti si è passati alla formazione delle comunità locali. Infatti sono proprio gli abitanti dei villaggi a gestire in maniera integrata il pacchetto turistico da offrire ai visitatori, che spesso usufruendo dei normali pacchetti vacanza restano confinati nei resort senza scoprire in toto le bellezze del posto.

Tutta l’azione del progetto EPIC si è focalizzata sull’idea di rilanciare l’economia locale, con la creazione di posti di lavoro nel settore del turismo, tenendo bene a mente i principi dello sviluppo sostenibile. Gli abitanti delle comunità locali sono stati coinvolti in diverse attività acquisendo competenze tecniche di base: dall’uso del pc fino a lezioni di lingua inglese. In materia di sviluppo sostenibile si è partiti innanzitutto dalla riduzione dell’uso della plastica usa e getta e dei pesticidi in agricoltura. I riscontri positivi sono arrivati soprattutto dagli imprenditori locali più giovani che hanno adottato diverse pratiche per il rispetto dell’ambiente. Ad esempio nella cittadina di Nyaung Shwe viene usata la refill station per l’acqua e le cannucce di plastica vengono date solo ai clienti che le richiedono espressamente. Il progetto EPIC col passare del tempo è riuscito a coinvolgere anche un alto numero di donne dei villaggi impiegate principalmente nel settore agricolo. EPIC sta allargando il suo raggio d’azione anche al campo dell’agricoltura dove è stato segnalato un massiccio uso di concimi e pesticidi chimici. Ed anche qui i primi passi sono stati compiuti coinvolgendo alcuni produttori di pomodori che man mano stanno eliminando l’uso di sostanze chimiche per le loro coltivazioni.  

 

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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