A Pavia riapre il Museo di storia naturale

È stato inaugurato “Il mondo di Spallanzani”: un percorso suggestivo attraverso i momenti fondamentali della storia della biologia

Museo universitario di storia naturale di Pavia (foto Vince Cammarata | Fosphoro)
(foto di Vince Cammarata | Fosphoro)

di ANNALISA D’ORSI

Ha riaperto il Museo universitario di storia naturale dell’Università di Pavia in un nuovo importante allestimento nella prestigiosa sede settecentesca di Palazzo Botta. Si tratta del primo modulo di un più grande progetto di divulgazione scientifica che comprenderà altre due esposizioni permanenti dedicate rispettivamente al mondo di Alessandro Volta e a quello di Camillo Golgi.

La storia del Museo

Nei primi dell’Ottocento, il Museo universitario di storia naturale di Pavia fu un’istituzione scientifica ammirata in tutta Europa. Nacque nel contesto della riforma dell’Università di Pavia voluta da Maria Teresa d’Austria nel 1771. Nel 1769, venne chiamato a insegnare a Pavia il naturalista Lazzaro Spallanzani, già noto per la confutazione della teoria della “generazione spontanea” (idea in base alla quale alcuni organismi viventi possono generarsi spontaneamente dalla materia non vivente, ndr). Due anni dopo, la cattedra venne dotata di un’importante collezione di reperti naturalistici a cui si aggiunsero numerose acquisizioni successive.

Il Museo, organizzato da Spallanzani, conobbe dopo di lui periodi alterni di splendore e di declino, vari trasferimenti e la suddivisione in collezioni distinte, oggi parzialmente riunificate. Dal 1957, le collezioni furono abbandonate a se stesse, rischiando di deteriorarsi. Nel 1995 iniza finalmente la nuova vita del Museo, con un lungo paziente lavoro di pulizia, restauro e catalogazione dei reperti.

Il Museo oggi

Oggi “Il mondo di Spallanzani” propone un percorso suggestivo attraverso i momenti fondamentali della storia della biologia guidato da personaggi emblematici, quali Spallanzani, Linneo, Cuvier, Humboldt e Darwin, fino ad arrivare alla realtà attuale del pianeta e alle grandi emergenze ecologiche con cui siamo confrontati.

Centrale è l’idea del viaggio come impresa scientifica, ispirata dallo stesso Spallanzani il quale, fortemente affascinato dalla natura, realizzò importanti spedizioni scientifiche in tutta Europa, fino a Costantinopoli, alle porte dell’attuale Turchia. Le scienze biologiche attuali si sono costruite grazie alle esplorazioni naturalistiche dell’epoca moderna. Nel Settecento, i lunghi avventurosi viaggi dei naturalisti e le loro sistematiche esplorazioni del globo terrestre mostrarono infatti la variabilità della natura e resero necessaria quell’opera enciclopedica di catalogazione e di classificazione razionale delle specie viventi in cui si distinse Carlo Linneo. Nell’Ottocento, le esplorazioni naturalistiche si concentrarono invece su una comprensione più approfondita delle correlazioni fra specie e ambiente, ricordiamo in particolare i contributi di Humboldt e Darwin.

esposizione Museo universitario di storia naturale di Pavia (foto Vince Cammarata | Fosphoro)
(foto Vince Cammarata | Fosphoro)

L’allestimento del Museo di Pavia, luminoso ed essenziale, curato dallo Studio Momu, crea uno spazio bello e gradevole in cui risaltano i reperti, sottolineando al contempo la grande attualità del percorso conoscitivo proposto. Una percezione favorita anche dall’organizzazione interna di numerose sale, con una parete-guida dotata di brevi pannelli esplicativi, e grandi banconi sui lati rimanenti, che trasmettono l’immagine di un laboratorio in cui gli oggetti esposti continuano a essere materia di studio.

Il Museo è aperto al pubblico tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 18. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 5 anni, per i disabili e i loro accompagnatori