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Movimento in Cascina

“Lì dove c’era l’erba ora c’è una città”, cantava Adriano Celentano. Ma le radici agricole del territorio non si devono perdere per forza. Persino davanti a un evento internazionale come Expo, che ha gran parte della sua forza di attrazione proprio nei padiglioni spettacolari costruiti ad hoc.  Come dimostra la storia di Cascina Triulza, l’unico edificio dell’area espositiva che esisteva prima ancora che si iniziasse a parlare dell’Esposizione Universale e che oggi ospita il padiglione della Società civile, dove anche Legambiente organizzerà le proprie iniziative, compresa l’edizione speciale di Festambiente prevista dal 5 al 7 giugno. È la prima volta in assoluto che un’intera area viene affidata a ong e associazioni del terzo settore. «Questa proposta era già inserita nel dossier di candidatura di Milano – racconta Chiara Pennasi, direttore del padiglione – Dopo la vittoria, abbiamo creato la Fondazione Triulza con l’obiettivo di riunire tutti i soggetti interessati. Il consorzio comprende 63 associazioni, oltre a circa altre 60 realtà che organizzeranno nei nostri spazi centinaia di attività per tutti i sei mesi di Expo».

orti_presenzePer arrivare a Cascina Triulza, si segue un percorso segnalato da sculture giganti a forma di mucca, si varca l’ingresso e ci si ritrova immersi in un’atmosfera d’altri tempi, in un luogo a misura d’uomo dove fermarsi, riflettere, riposarsi e scoprire un modo diverso per affrontare il tema di Expo, Nutrire il Pianeta. Energia per la vita. Nei 7.900 metri quadrati della Cascina c’è posto per tutti. A partire dalle persone diversamente abili, che qui trovano l’infopoint Disabilità ExpoFacile e il Mobility Center dove affittare sedie a rotelle e scooter elettrici per muoversi negli (sconfinati) spazi dell’Esposizione. «Consentire concretamente l’accessibilità è un prerequisito per chi vuole dare davvero a tutti la possibilità di intervenire, contribuire, partecipare, far sentire la propria voce» ha spiegato Sergio Silvotti, presidente della Fondazione Triulza.

I maggiori punti di attrazione sono le due aree dedicate ai workshop, il palco e l’auditorium, che ospiteranno 750 eventi fra mostre, presentazioni, convegni e spettacoli. Due aree sono dedicate ai bambini: la Biberonia, dove allattare e cambiare i pannolini, e il Children Lab con tre laboratori al giorno dedicati all’acqua, all’alimentazione e alla sostenibilità ambientale. Nella corte interna si coltivano gli orti, mentre nel frutteto si può fare una pausa o organizzare un pic-nic (anche con un panino portato da casa). Per una pausa gourmand c’è il Ristorante in Cascina con Salumi Villani. In tavola, il meglio del made in Italy, da assaggiare in un ambiente di design progettato da giovani emergenti: le sedie del locale sono state realizzate da aziende artigiane che hanno reinterpretato la seduta RJR creata da Mario Alessiani, classe 1989, vincitore del concorso internazionale per under 35 dal titolo “100 different copies”. «Inoltre, il padiglione è alimentato da pannelli fotovoltaici ed è l’unico ad aver ottenuto la certificazione di sostenibilità ambientale Leed» aggiunge Chiara Pennasi. Per finire, via libera ai patiti dello shopping, che si potranno sbizzarrire fra gli stand del mercato, settecento metri quadrati per curiosare fra prodotti da tutto il mondo. Qui si trova addirittura un caseificio funzionante, dove imparare come viene prodotto il grana padano. Per finire, è stata allestita un’area espositiva in cui le associazioni possono far conoscere le loro attività.

IMG_1380_workshopL’obiettivo degli organizzatori, d’altra parte, è quello di non concludere l’esperienza allo scoccare della mezzanotte del 31 ottobre, quando calerà il sipario su Expo 2015, ma farla proseguire nei prossimi anni. Per questo, durante l’inaugurazione è stato presentato da Vandana Shiva, dal presidente di Libera don Luigi Ciotti, dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e da Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica, il manifesto Terra Viva per proporre un modello di sviluppo alternativo.  

Sahaja yoga3

«Quando Fondazione Triulza ha mosso i primi passi – conclude Chiara Pennasi –abbiamo chiesto da subito di rimanere in questi spazi dopo la fine di Expo. Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha detto più volte di sostenerci, ora aspettiamo gli atti ufficiali. Pensiamo di creare un centro di formazione, di incubazione sociale e di servizi per il terzo settore aperto a tutti i cittadini. Cascina Triulza, oltre al Padiglione Italia, sarà l’unico edificio a rimanere in piedi dopo l’Esposizione. Il primo novembre qui intorno inizieranno a smantellare tutto,  e stiamo riflettendo su come sfruttare la demolizione per portare avanti attività sul riuso dei materiali e degli oggetti che verranno abbandonati, in modo da creare una fase di transizione e non far spegnere le luci sulla nostra esperienza. Ma dobbiamo cominciare a pensare soprattutto a quello che avverrà sul lungo periodo».

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