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Motore a combustione: il rebus della exit strategy al 2035

Sarà nel 2030 come sostiene da quattro anni Legambiente, oppure nel 2035 o nel 2040 come vuole invece il governo per le auto o i furgoni? Non è solo questione di date, ma soprattutto di quali politiche e di quali programmi si realizzano per la transizione. Per arrivarci tutti, con costi sociali sostenibili e opportunità distribuite

Lo scorso 14 dicembre 2021, recita il comunicato governativo, “in occasione della quarta riunione dei Cite, il Comitato interministeriale per la Transizione ecologica, i ministri della Transizione ecologica Roberto Cingolani, delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Enrico Giovannini e dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, hanno definito le tempistiche di sostituzione dei veicoli con motore a combustione interna, decidendo, in linea con la maggior parte dei paesi avanzati, che il phase out delle automobili nuove con motore a combustione interna dovrà avvenire entro il 2035, mentre per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri entro il 2040.” In realtà il rinvio di 5 anni per i furgoni non è in linea con gli altri paese, ma un tentativo, secondo noi senza speranza, di rinviare la scelta, di tentare una proroga: non ha infatti alcuna motivazione tecnica o economica.

Siamo stati piacevolmente sorpresi: solo pochi giorni fa, alla Conferenza delle Parti mondiale di Glasgow, il ministro Cingolani non aveva firmato l’impegno e anche il Ministro Giorgetti, con Confindustria, chiedendo un rinvio al 2040. E’ del tutto evidente che – d’accordo con il Presidente Draghi – il ministro Giovannini ha assunto il coordinamento nel Mite sulla mobilità e si è imposto.

Credo proprio che sia stata anche l’industria dell’auto a far cambiare idea alla Commissione ed ai governi europei: Volvo annunciato la conversione totale dell’elettrico entro il 2030, Volkswagen ha dovuto prometterlo – almeno per l’Europa – al governo tedesco. Tutte le prime case europee, in ultimo Nissan-Renault e poi Stellantis, hanno annunciato che già nel 2027 il 70% della loro offerta sarà costituita da auto a batteria. Alla COP 26 Ford, General Motors, Daimler Mercedes, Byd (cinese), Jaguar hanno promesso il tutto elettrico nel mondo al 2040. E’ molto probabile quindi che il 100% elettrico per l’Europa sia raggiungibile prima, nel 2030. Come sostiene da 4 anni Legambiente (ed altri ambientalisti ed analisti del settore.

La campagna europea “CleanCities”, promossa da un network di associazioni europee (capifila T&E e ECF) ha lo scopo di promuovere il “phase out” dai motori a combustione al 2030 ed andremo avanti anche con l’obiettivo di fissare la fine graduale della circolazione delle vecchie auto dalle città: stop agli euro4 diesel e euro2 benzina e gas subito, degli euro5 diesel entro il 2025 e degli auro6 entro il 2030. Poi toccherà, se mai vedranno la luce, agli euro7 e agli ibridi plugin. Dal 2040 nelle principali città potranno circolare solo veicoli ad emissioni zero.

Purtroppo la quarta riunione del Cite non ha definito un programma di transizione, non ha proposto una “road map” per la green mobility, magari sfruttando a pieno le opportunità del PNRR, ma si è solo proposta di mitigare (rallentare) l’innovazione della mobilità elettrica, “compensando” i petrolieri con idrogeno e biocarburanti. Ci si dimentica che l’idrogeno verde prevede una eccedenza di elettricità rinnovabile per produrlo, perché ci vuole il triplo di pannelli solari e generatori eolici per azionare la stessa quantità di ruote. Ci si dimentica che potremo produrre solo il 10-15% dell’attuale consumo di metano con il futuro biometano “avanzato” e sostenibile. Quindi che dovremo riservare idrogeno e biometano per quei trasporti che non potranno essere elettrificati con veicoli a batteria: avio, navale, una quota di trasporto pesante di lunga percorrenza non trasferibile su ferrovia. Questa è efficienza e vera “neutralità tecnologica”. Altrimenti è scontro tra lobby, mal governata per giunta.

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Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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