Mostra di Venezia, la terra del vulcano Laki nel trofeo del Green drop award

Il premio assegnato al film più ecologista tra le pellicole in concorso. Ad assegnarlo una giuria composta da personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, delle istituzioni, della scienza / Il giro del mondo in una goccia

Venezia Green Drop Award

Nel trofeo del Green Drop Award c’è della terra che arriva del vulcano islandese Laki. Il premio è assegnato al film più ecologista tra le pellicole in concorso alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Promotrice dell’iniziativa, la Ong Green Cross Italia, filiale del network fondato da Mikhail Gorbaciov, che per la settima volta sbarca al Lido per testimoniare il ruolo fondamentale del cinema per la difesa dell’ambiente. La cerimonia di premiazione è in programma il 7 settembre.

Ad assegnare il premio collaterale una giuria composta da personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, delle istituzioni, della scienza che si sono distinte per il loro impegno ecologista e per la pace fra i popoli, presieduta per l’edizione 2018 dall’attore Paolo Conticini. La lista delle opere in concorso è impegnativa, osserva il direttore del Green Drop Award Marco Gisotti spiegando che “come ogni anno ci aspettiamo una scelta al fotofinish, anche perché ormai la questione ambientale è diventata un tema trasversale nella cinematografia internazionale”.

La terra contenuta nella goccia di vetro realizzata dal maestro vetraio di Murano Simone Cenedese è stata raccolta in collaborazione con La Settimana del Pianeta Terra ed è certificata dal Dipartimento di Scienze pure e applicate dell’Università di Urbino, ricorda Green Cross. Il vulcano Laki è un simbolo della bellezza e della fragilità del nostro Pianeta. La grande eruzione di 235 anni fa sconvolse il mondo a tutte le latitudini. Dal giugno 1783 al febbraio 1784, insieme a 14 km cubi di lava furono emessi nell’atmosfera 120 milioni di tonnellate di diossido di zolfo che provocarono morti e carestie soprattutto in Europa. Ma gli effetti non si limitarono a questo. L’eruzione determinò episodi climatici inattesi, come la formazione di ghiaccio nel Golfo del Messico.