Morìa api in Friuli: a “scuola” per evitare il processo

Uno degli agricoltori, indagato per inquinamento ambientale, ha di recente chiesto l’ammissione alla messa alla prova. Reato estinto se seguirà la formazione sul corretto utilizzo dei fitofarmaci Inchiesta: alveari sotto attacco Il naturalista Fontana: “L’uso di insetticidi deve essere ridotto il più possibile”

La morte delle api

Ci sono sviluppi inediti nella vicenda legata alla moria di api in Friuli Venezia Giulia, su cui indaga la Procura di Udine. Il fronte degli agricoltori si è spaccato: uno di loro, indagato per inquinamento ambientale, ha di recente chiesto l’ammissione alla messa alla prova. Questo istituto giuridico permette di estinguere il reato anche senza conseguenze ai fini dei contributi comunitari (PAC), a patto che la persona si impegni a seguire un programma ben preciso. Nel caso specifico, obiettivo della messa alla prova sarà la formazione sul corretto utilizzo dei fitofarmaci. Potrebbe essere un primo passo per un nuovo modo di fare agricoltura.

Dall’altro lato, però, c’è il Comitato spontaneo degli agricoltori, terzisti, conduttori e proprietari della terra, costituitosi in associazione, che rifiuta categoricamente di seguire la strada della messa alla prova, perché questo implica il riconoscimento di una qualche responsabilità. Tra loro Ferruccio Saro, ex deputato e senatore di Forza Italia, anche lui indagato, che non intende fare alcuna ammissione di colpa.

Sandro Cargnelutti, presidente di Legambiente FVG, commenta invece in modo positivo la scelta della messa alla prova, che potrà fornire occasioni di crescita professionale a chi deciderà di aderire, oltre a far risparmiare loro il peso di un processo.  «Gli agricoltori – afferma Cargnelutti – sono l’anello finale di un sistema che ha favorito l’uso eccessivo della chimica nei campi non come extrema ratio ma come sistema di prevenzione, a prescindere dai rischi effettivi per la produzione e senza considerare gli impatti su aria, acqua, suolo, biodiversità e salute, anche degli stessi agricoltori». 

Legambiente FVG sottolinea la necessità di ripensare il modo di fare agricoltura in regione, insieme a tutti gli attori, pubblici e privati, per la tutela dell’ambiente. «Lo sappiamo: le api sono un indicatore di buona qualità ambientale. La Baviera ha fatto un referendum in proposito e potrebbe essere proprio questo un ulteriore tassello per coinvolgere i cittadini. L’associazione farà la sua parte», conclude Cargnelutti.