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Montefiascone, le riflessioni del XV Forum dell’informazione cattolica per la custodia del Creato

Per Paolo Benanti, francescano e docente all’Università Gregoriana: «La Laudato si’ ha già contaminato il pensiero globale». Ecco la “buona novella” emersa a Montefiascone (Viterbo), il 5 settembre scorso, nel Forum organizzato da Greenaccord Onlus e “Rocca dei Papi, per un’ecologia integrale”, in occasione della XV Giornata per la Custodia del Creato, nell’anno del cinquantesimo anniversario della Giornata della Terra indetta dall’ONU – definito dal Papa “Giubileo della Terra” – e durante il tempo del creato che si concluderà ad Assisi con la firma, da parte del vescovo di Roma, della sua terza enciclica dal titolo “Fratelli tutti, sulla fraternità e l’amicizia sociale”.

Dodici relatori hanno affrontato il tema della salvaguardia del creato, partendo proprio da riflessioni sulla Laudato si’ consegnata alla Chiesa e al mondo da papa Francesco cinque anni fa (24 maggio 2015). Il messaggio di Bergoglio è stato considerato anche alla luce degli eventi legati alla pandemia da coronavirus, che ha causato in tutto il mondo incredibili lutti e sofferenze, ma ha anche fatto comprendere l’importanza di riscoprire il valore della solidarietà e di investire sulla salute, sulla tutela dell’ambiente, sulla riduzione delle disuguaglianze e sulla tutela del lavoro «Il vero dramma di questa crisi – ha detto il Pontefice – sarebbe ‘sprecarla’».

Parlando la mattina di venerdì, monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone, ha voluto, tra l’altro, fissare l’attenzione sul dramma in atto nella foresta amazzonica, e in altri paesi in Asia e Africa: «La situazione di quanto sta avvenendo in Amazzonia o in altre foreste tropicali, come in Indonesia o nei paesi dell’Africa equatoriale, è una chiara conseguenza dell’abuso delle risorse del creato, a cui la Bibbia ci mette in guardia con estrema chiarezza e insieme semplicità».

I primi capitoli della Genesi, ha affermato, «contengono una saggezza che ha molto da insegnare anche al nostro tempo, pur rispondendo a situazioni diverse. L’essere umano può “coltivare e custodire” il Creato solo nella misura in cui accetta di non esserne padrone assoluto, ma di considerarsi all’interno di un mondo in relazione. Quel Giardino rappresenta il luogo della possibilità di incontrarsi e di costruire una relazione positiva con l’intero Creato, dove l’essere umano è inteso come intimamente connesso con il resto degli esseri viventi proprio dalla sua origine».

Anche il teologo morale dell’Università Gregoriana di Roma, padre Humberto Miguel Yañez, ha voluto richiamare i Governi a mettere in campo «azioni urgenti ed efficaci per impedire una catastrofe ambientale mondiale che colpirebbe ancora una volta i più vulnerabili del pianeta». Lo si sta già vedendo. «Popolazioni che devono abbandonare il loro territorio per mancanza d’acqua (sfollati ambientali), popolazioni che devono vivere accanto alle discariche tossiche dove trovano materiale per la loro sussistenza in condizioni infraumane, popolazioni che devono abbandonare il loro territorio a causa degli incendi tante volte provocati per l’ambizione senza scrupoli, come nel caso dell’Amazzonia».

Situazioni che provocano migrazioni, crisi, perdita di identità culturale e di valori. «Una crisi spirituale senza precedenti – ricorda padre Yañez -, che papa Benedetto aveva qualificato quando diceva che in questi decenni è avanzata una “desertificazione spirituale”, la quale provoca i deserti ambientali. Un deserto è un simbolo della non vita, simbolo di morte. La desertificazione del nostro pianeta progredisce seminando povertà e morte in tante popolazioni vittime del consumismo sfrenato e dell’avidità del possesso egoistico che genera delle strutture di peccato, come diceva Giovanni Paolo II».

Per Domenico Gaudioso, del direttivo di Greenaccord, l’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ «non propone verità scientifiche o soluzioni specifiche per uscire dalla crisi ambientale, ma si affianca al dibattito scientifico approfondendone gli aspetti etici e sociali, in particolare il tema dell’interconnessione tra degrado ambientale e degrado umano ed etico». Di qui la necessità di dare vita a «una transizione energetica, economica e culturale, e alla necessità di abbandonare la cultura dello scarto e promuovere comportamenti caratterizzati dalla sobrietà».

Parlando del rapporto fra scienza, tecnologia e cura della casa comune, il professor Paolo Benanti ha sottolineato che «la grande esplosione tecnologica che ci caratterizza, comincia con la misurazione del tempo. Abbiamo misurato tutto, ci manca solo di misurare quello che abbiamo nel cuore». Il religioso francescano ha anche messo in guardia: «La casa comune non è data solo dall’insieme delle nostre pareti, è qualcosa di ben più complesso. La creazione “è un’eccellenza”, ma necessita di essere capita e valorizzata».

Anche Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord, ha approfondito il ruolo della tecnologia e ha richiamato l’attenzione dei presenti sull’urgenza di mettere in discussione il paradigma tecnocratico e le forme di potere che derivano dalla tecnologia e di cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso.

Per la professoressa Wittfrida Mitterer, presidente della Fondazione italiana di bioarchitettura, è necessario avviare un «processo di alfabetizzazione all’ecologia e alla qualità dell’architettura, per una corretta cultura della sostenibilità e della biocompatibilità».

La pandemia, ha sottolineato: «Ci ha fatto comprendere che le case come sono state costruite negli ultimi anni, soprattutto nelle periferie delle zone urbane, sono difficilissime da vivere, non rappresentano un habitat consono alle esigenze umane. Il covid è stato un enorme sconvolgimento nella nostra vita quotidiana, abbiamo compreso che l’umanità ha superato la capacità di carico della Terra. Serve una visione diversa che porti a politiche sociali ed economiche a sostegno della vita. Dopo tutto, sostenibilità significa soprattutto azioni che sostengono la vita su questa Terra».

Il Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), Mario Morcellini, ha affermato che «il tema della sostenibilità ambientale rappresenta un punto di vista interessante per leggere la crisi del giornalismo, ma anche le sue nuove possibilità di narrazione. Implica, infatti, uno sforzo radicale: non ci si deve limitare a censire i cambiamenti intervenuti in questo campo, ma bisogna puntare a spiegarne profondamente l’impatto anche sulla società e sul concetto stesso di democrazia e di convivenza civile». Morcellini ha aggiunto: «Occorre porre una rinnovata attenzione ai contenuti e alle architetture del giornalismo per riproporre con forza il problema della qualità e affidabilità delle informazioni. È venuto allora il momento di rivendicare la specificità del giornalismo rispetto al sistema dei media, difendendone gli aspetti identitari che determinano la gratificazione dei bisogni dei pubblici, al momento in buona misura insoddisfatti».

C’è stata anche l’occasione di riflettere su come la natura ha reagito al lockdown, grazie al documentarista Davide Demichelis, il quale, ricordando come gli animali hanno popolato le nostre strade nei giorni in cui l’uomo era chiuso in casa, ha mostrato le immagini di Chernobyl, un “laboratorio” dove il lockdown dura ormai da 35 anni: «Il peggiore disastro nucleare del XX secolo ha favorito la nascita di una delle oasi naturali più ricche di biodiversità del pianeta – ha detto -. Orsi bruni, linci, lupi, volpi, bisonti ma anche cani, gatti, cavalli, pesci e oltre 200 specie di uccelli sono tornati a popolare l’area verde che l’uomo ha abbandonato dopo l’esplosione del reattore numero 4 della centrale, nel 1986».

A conclusione dei lavori, monsignor Fabio Fabene, segretario del Sinodo dei Vescovi e presidente dell’associazione “Rocca dei Papi, per un’ecologia integrale” ha annunciato il primo Festival dell’ecologia integrale sul tema “Tutto è connesso, ritrovare i legami”. Si terrà a Montefiascone dal 24 al 26 giugno 2021.

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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