Montagne a rapporto

Il report sarà presentato alla Camera dei Deputati lunedì 29 gennaio. Il presidente Uncem Borghi: “Numeri, schede, analisi del Rapporto già rispondono alla legge nazionale sui piccoli Comuni, al Collegato ambientale e al Collegato agricolo, richiamando la necessità di rafforzare la Strategia nazionale Aree interne e puntare su green e circular economy”

Sarà presentato alla Camera dei Deputati lunedì 29 gennaio il rapporto Montagne Italia 2017, pubblicazione annuale della fondazione Montagne Italia, costituita da Uncem e Federbim, giunto alla terza edizione e diventato punto di riferimento per l’analisi delle dinamiche socio-economiche che interessano il territorio alpino e appenninico. Molte le novità della edizione, che rappresentano una montagna in crescita, sia dal punto di vista del Pil sia per quanto riguarda le opportunità di sviluppo che i recenti provvedimenti legislativi riservano alle comunità e ai territori.

“Il tema delle differenze è al centro della riflessione che il rapporto Montagne Italia presenta ad amministratori locali, media, centri di studio e ricerca, imprese, terzo settore, a tutti i cittadini. Per riconoscere e valorizzare le differenze – spiega Enrico Borghi, presidente Uncem e presidente della Fondazione Montagne Italia – la rappresentazione geografica, che del Rapporto Montagne Italia è approccio distintivo, è un formidabile strumento di lettura che porta con sé nuove ragioni interpretative. I dati del rapporto aiutano i territori, le istituzioni locali e centrali, chi ha responsabilità politiche, a riconoscere le peculiarità e le grandi forze sulle quali puntare per sviluppo e nuovi servizi nelle terre alte. Numeri, schede, analisi del Rapporto già rispondono alla legge nazionale sui piccoli Comuni, al Collegato ambientale e al Collegato agricolo, richiamando la necessità di estendere e rafforzare la Strategia nazionale Aree interne, di puntare su green e circular economy, di potenziare interventi per supportare giovani e imprese che scelgono di reinsediarsi nei nostri borghi, nelle valli alpine e appenniniche”.