martedì 18 Maggio 2021

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Molise, professori e ricercatori al lavoro per salvare la trota mediterranea

trota mediterranea allo studio

La trota mediterranea è a rischio estinzione: ricercatori e professori dell’Università del Molise si sono uniti per salvare la specie Salmo macrostigma. Si deve difendere su più fronti una delle specie tipiche delle acque dolci del Mediterraneo, e così la “missione” in nome della biodiversità è stata sposata da istituzioni, comunità dei pescatori e dai ricercatori scientifici. Tutti uniti nell’ambito del progetto Life Nat.Sal.Mo, finanziato dalla Comunità europea per recuperare e conservare la trota mediterranea e il suo habitat nei bacini fluviali del Biferno e del Volturno. Capofila del progetto è l’Università del Molise con cui collaborano il Comune di Oratino, il Comune di Rocchetta a Volturno, Legambiente, l’associazione Mediterranean Trout Research Group (MTRG), la Regione Molise, lo Studio giuliano Srl, l’Università di scienze agricole e medicina veterinaria Ion Ionescu de la Brad di Iasi e l’Università Lucian Blaga di Sibiu in Romania. Accesso selettivo ai corsi di acqua, conservazione del seme e ripristino dell’habitat riproduttivo sono le linee guida del modello studiato per salvare la trota nostrana. Un modello che, una volta implementato in Molise, verrà esportato e replicato in Romania per favorire la riproduzione della specie Hucho hucho selvatico, il salmone del Danubio. La trota mediterranea, un tempo molto diffusa in Italia, rischia di estinguersi soppiantata dall’introduzione per fini sportivi di specie non autoctone provenienti dal nord Europa. Grazie alla loro grande capacità di adattamento e di riproduzione hanno innescato un forte fenomeno di ibridazione genetica riproducendosi con la specie autoctona. A contribuire alla progressiva perdita della popolazione della trota mediterranea anche la mano dell’uomo. Infatti i rifiuti depositati sui letti dei fiumi e la realizzazione di manufatti hanno stravolto quello che era l’habitat riproduttivo della trota Salmo macrostigma frenandone la proliferazione. Questi due fattori uniti all’eccessiva captazione dai bacini d’acqua, dovuta alla scarsa regolamentazione della pesca, hanno portato man mano alla perdita della specie autoctona. Così dal Dipartimento Agricoltura, Ambiente e Alimenti dell’Università del Molise professori e ricercatori hanno messo a punto la strategia per innalzare il tasso di riproduzione della trota mediterranea. L’attività nell’ambito di Nat.Sal.Mo consiste nel limitare il fenomeno dell’ibridazione consentendo l’accesso ai siti di riproduzione solo alle specie autoctone, grazie a una accurata selezione genetica, bloccando gli ibridi e le specie non native. Successivamente viene messa in atto la riproduzione artificiale tramite l’uso di seme congelato e di nidi appositamente realizzati per facilitare l’incubazione delle uova. La fase finale dell’azione del progetto Life Nat.Sal.Mo prevede il recupero dei siti naturali di deposizione delle uova attraverso la rimozione di rifiuti e la semplificazione della connettività fluviale abbattendo le barriere presenti e creando sei passaggi per pesci. Infine per tutelare la trota mediterranea verrà coinvolta la comunità dei pescatori a cui verrà proposto un “contratto fluviale” per regolamentarne la pesca e combattere la captazione eccessiva della specie.

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