Mobilità sostenibile, il tira e molla sugli incentivi per bici e monopattini

C’è ancora incertezza sui finanziamenti previsti nell’ultima bozza del “Decreto Rilancio” per la mobilità sostenibile. I Movimenti Cicloattivisti: “La mobilità è priorità. Se rimarrà solo l’incentivo all’acquisto di biciclette, avremo assistito all’ennesima presa in giro” / Post Covid, il futuro delle metropoli tra ripresa economica e sviluppo sostenibile / Fase due green: a Torino 27 controviali a uso biciclette

L'immagine di una pista ciclabile

Nell’ultima bozza del “Decreto Rilancio” risulta barrato l’intero articolo a favore della
mobilità sostenibile, essenziale per garantire la sicurezza e la salute in questa fase di
transizione in cambio una serie di ulteriori e più stringenti vincoli normativi spudoratamente
spacciati per agevolare la mobilità in bicicletta proposti dal Mit.

Mentre il resto d’Europa punta sulla mobilità sostenibile in maniera decisa e stanzia
fondi ingenti per la messa in sicurezza di pedoni e ciclisti, il DL Rilancio assume l’approccio
inverso: niente più bike lane, niente più linee di arresto protette agli incroci e i mobility
manager di enti e aziende restano le figure ininfluenti come sono tuttora. Misure queste già
al ribasso rispetto alle aspettative di associazioni e movimenti del settore, che chiedevano e
confermano la necessità di introdurre subito nel Codice della Strada anche le norme del
doppio senso ciclabile e delle corsie condivise bus+bici.

Le principali Città Metropolitane, che maggiormente hanno sofferto per l’epidemia e stanno affrontando la crisi del trasporto pubblico (Roma, Torino, Milano, Bologna, Napoli), stanno procedendo speditamente – anche sulla base delle promesse del Governo – alla costruzione della rete ciclabile d’emergenza, si trovano sole di fronte all’emergenza ad affrontare il clamoroso voltafaccia del Governo in tema mobilità.

Se, di tutte le roboanti promesse, alla fine rimarrà solo un incentivo all’acquisto di biciclette e monopattini, come sembra dalle indiscrezioni che leggiamo sui giornali, e delle inaccettabili “linee guida sperimentali per la mobilità ciclabile” spacciate dal Ministero come soluzione, ma che addirittura mettono fuori legge gli interventi stradali per le bici che i Comuni realizzano già da tempo, avremo assistito all’ennesima presa in giro di chi chiede ai cittadini di spostarsi in bici ma non dà il quadro normativo e le risorse necessarie a farlo per davvero. Il messaggio del Governo appare chiaro più che mai: andate a piedi, in bicicletta e usate la micromobilità, ma fatelo a vostro rischio e pericolo.

Qualcosa però sembra essersi mosso nella serata di ieri, martedì 12 maggio. Alcune agenzie di stampa, citando fonti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno dato la notizia di un nuovo inserimento nel decreto dei bonus per l’acquisto di biciclette, biciclette elettriche e monopattini e per la ralizzazione di nuove piste ciclabili. “Aspetto con impazienza la nuova versione del decreto Rilancio che, stando alle indiscrezioni, reintrodurrebbe ma in una nuova versione il bonus per l’acquisto di mezzi come biciclette normali o a pedalata assistita, segway e monopattini”, ha dichiarato in proposito la deputata di LeU Rossella Muroni. “Non voglio nemmeno prendere in considerazione che dopo annunci, promesse e confronti l’articolo con le misure per incentivare la mobilità sostenibile sia stato tagliato per fare marcia indietro. Mi aspetto casomai una sua più ampia e coerente formulazione. In particolare che la spesa coperta per l’acquisto di bici o altri mezzi di micro mobilità elettrica possa scendere anche al 50% dell’acquisto, sempre fino a 500 euro, per aumentare il numero dei bonus da poter distribuire, che sia ulteriormente abbassato il requisito sull’ampiezza della città di residenza per l’accesso al bonus da almeno 40 mila ad almeno 30 mila abitati, perché anche chi abita nei centri più piccoli ha diritto di andare al lavoro senza inquinare, e che il bonus sia esteso anche alle aree con criticità ambientali legate alla qualità dell’aria. Nella nuova versione del decreto, inoltre, mi auguro sia recuperata anche la parte relativa alla modifica del codice della strada propedeutica alla realizzazione di bike lane nelle nostre città”, ha concluso.

 

*Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti

Alleanza Mobilità Dolce
Bike4city A.p.s.
Bikeitalia.it
Bike to school
Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno di Trento
Cittadini per l’aria Onlus                                                                                      Comitato Torino Respira
Consulta della Mobilità Ciclistica e della Moderazione del Traffico della città di Torino
Consulta Comunale della Bicicletta di Bologna
Ecoborgo Campidoglio – Torino
FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta
Fridays For Future – Milano
Fridays For Future – Como
Famiglie senz’auto
Fondazione Michele Scarponi Onlus
Genitori Antismog
Associazione hub.MAT – Olbia
Italian Cycling Embassy
Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS
Legambiente Onlus
Massa Marmocchi – Milano
Milano Bicycle Coalition ASD
Napoli Pedala
Kyoto Club
Rete Vivinstrada – Associazioni per la cultura e prevenzione stradale
Salvaiciclisti Roma A.p.s.
Salvaiciclisti Bologna A.p.s.