Fase due green: a Torino 27 controviali a uso biciclette

Per incentivare mobilità sostenibile e distanziamento sociale, 80 km di strade sottratti alle auto per dare precedenza a biciclette e monopattini elettrici / Distanziamento e sicurezza: l’estate 2020 sarà in bicicletta/ Fase 2: nuovo piano mobilità proposto a Milano/Fase 2, le proposte per la nuova mobilità di Roma / Fase 2, il webinar sulla mobilità sostenibile: più sharing e piste ciclabili

Bicicletta A Lavoro

Da corso Francia a corso Vittorio, da corso Regina Margherita a corso Galileo Ferraris, e poi corso Unione Sovietica, Peschiera, Einaudi, Tassoni, Svizzera, Lecce, Novara, Tortona, Vigevano, Racconigi, Ferrucci, Potenza, Siracusa e ancora oltre.  A Torino, il Comune ha stabilito nella scorsa settimana che su 27 controviali la velocità passerà da 50 a 20 chilometri orari, da percorrere in bicicletta o in monopattino elettrico.

In totale sono più di 80 chilometri d’asfalto liscio e senza buche, in cui il traffico veicolare delle automobili dovrà mettersi in coda dietro alle biciclette, e altri mezzi di trasporto sostenibili, che avranno la precedenza. La più grande rivoluzione nella mobilità urbana del capoluogo piemontese, quantomeno negli ultimi 20 anni.

La proposta, diventata ordinanza, è nata dall’idea dall’assessora ai Trasporti Lapietra, subito sposata dalla Sindaca Chiara Appendino, per incentivare una Fase 2 green a Torino. Con l’allentamento del lockdown e il ritorno del traffico, si è reso necessario trovare strategie per evitare assembramenti sui trasporti pubblici, per muoversi in sicurezza e riducendo foto di Torino e la Mole Antonelianal’inquinamento.

I cittadini hanno risposto positivamente all’appello lanciato dalle istituzioni locali in merito all’uso della cosiddetta “mobilità dolce”. Tanti hanno deciso di lasciare l’auto in garage e rispolverare vecchie biciclette o hanno preferito investire su un mezzo sostenibile piuttosto che prendere i mezzi pubblici per spostarsi.

Un buon metodo per il distanziamento sociale, e un’ottima strategia per rendere più duraturo il blocco del traffico e la diminuzione dell’inquinamento avuta durante l’ultimo periodo di lockdown.

Legambiente accoglie con favore e condivide la via intrapresa, nell’ottica di favorire una nuova mobilità meno impattante dal punto di vista ambientale e da quello della congestione stradale da traffico attraverso una redistribuzione più equa degli spazi comuni e di una maggiore sicurezza per tutti gli utenti delle strade cittadine, indipendentemente dal mezzo scelto per i loro spostamenti.

“La velocità media di un’auto a Torino non è superiore ai 20 km/h, pur utilizzando i corsi centrali – dichiara Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Su questa media i tratti percorsi ai 50 km/h incidono poco, rispetto a quelli percorsi a velocità decisamente inferiori, quando non fermi a semafori o per code. Insomma, i tempi di percorrenza automobilistici non subiranno significativi cambiamenti. In compenso i cittadini che vorranno utilizzare mezzi alternativi e meno impattanti, il cui numero è in costante e forte crescita, potranno farlo in maggiore sicurezza”.

La scelta di andare verso un modello di mobilità meno auto-centrico e più aperto a soluzioni alternative è senza dubbio condivisa da tutti i circoli torinesi (Legambiente Molecola, Legambiente Metropolitano, Circolo l’Aquilone e Legambiente GreenTo) che chiedono che l’azione intrapresa dal Comune di Torino non si fermi ad un provvedimento isolato: il pacchetto mobilità presentato dalla Sindaca Appendino e dall’Assessora La Pietra deve essere messo in atto interamente e in tempi rapidi, mantenendo altissima l’attenzione sul tema del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile.

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