Mobilità elettrica a ExpoMove: il punto sui decreti bonus malus

L’apertura della Fiera a Firenze è la prima occasione della settimana per fare il punto sugli incentivi dell’elettrico relativi ai decreti appena firmati. Manca ancora quello sulla micromobilità elettrica cittadina ICONA recensioni ExpoMove 2019: Firenze capitale della mobilità elettrica e sostenibile ICONA recensioni Gli appuntamenti di Legambiente ICONA recensioni Il 12 aprile il Forum QualeMobilità

 

Monopattini e micromobilità

Oggi ha aperto ExpoMove a Firenze, la edizione di questa nuova fiera che si candida ad appuntamento annuale per la mobilità elettrica urbana in Italia. E siamo anche al secondo giorno di entrata in vigore degli incentivi per le auto e le moto elettriche: avrebbero dovuto partire al primo di marzo, ma i decreti hanno tardato di oltre un mese. Non lamentiamoci troppo, visto che l’ultimo decreto per la mobilità elettrica, quello per la sperimentazione nei comuni dei mezzi di micromobilità (in primis i monopattini elettrici) ancora deve attendere un ulteriore riesame con i comuni prima di vedere la luce. Speriamo a breve.

ExpoMove apre oggi alla Fortezza da Basso, in piena città, con l’appuntamento d’apertura dedicato all’automobile elettrica. E c’è da aspettarsi che tutti i protagonisti, dall’industria dell’auto, alla politica, le autorità locali, sino all’ambientalismo (c’è Stefano Ciafani, presidente di Legambiente) ci diranno che cosa si attendono dal nuovo corso delle politiche governative. Diciamo subito la nostra: per quest’anno non ci attendiamo grandi novità.

Decreto incentivo moto: sconto del 30% sull’acquisto del nuovo, sino a 3 mila euro massimo, ma solo se si rottama un vecchio ciclomotore o moto. Attenzione c’è un vincolo: se si rottama un ciclomotore l’incentivo non vale per le moto elettriche, ma solo per una 2 ruote elettrica limitata al massimo a 45 all’ora. L’anno scorso si sono vendute 2.500 ciclomotori elettrici e 500 moto. Quest’anno lo stato ha messo a disposizione 10 milioni di euro, quindi grosso modo 5 mila pezzi per un incentivo medio di 2 mila euro. Neanche un raddoppio delle vendite dell’anno scorso. Le 2 ruote elettriche rappresentano circa il 5% del mercato dei ciclomotori e lo 0,2% delle moto (2017), per un mercato totale di vendita di 400 mila moto e motorini. Ma attenzione: l’incentivo per le auto prosegue, quello per le due ruote elettriche finisce a dicembre, a meno di una nuova legge.

Per le automobili lo Stato non è stato, per quest’anno, troppo generoso, visto che lo stanziamento previsto non dovrebbe superare i 60 milioni. Avvantaggiate le auto 100% elettriche con incentivi di 3 mila e sino a 6 mila euro nel caso di rottamazione. Valori dimezzati per le auto a doppia motorizzazione, elettrica e a combustione, i così detti plugin. Per un incentivo medio, si tratta di una platea di 20 mila veicoli venduti. L’anno scorso si sono vendute 5.500 elettriche e altrettante plugin. Quest’anno si prevedeva, anche in assenza di incentivi, un raddoppio. L’incentivo non cambierà il mercato atteso. Intanto, tutti i concessionari stanno registrando i veicoli prenotati da settimane: oggi, con solo 24 ore per registrare gli incentivi si sono impegnati già 4 milioni. Più o meno 1.500 auto elettriche e plugin.

Tarda invece il decreto che consente, in attesa della riforma del codice della strada (una chimera?), di permettere di circolare con i nuovi mezzi, anche elettrici, di micromobilità. Il decreto avrebbe dovuto essere pronto il 31 gennaio, speriamo vederlo firmato a giorni. Il decreto non costa quasi nulla allo stato, ma sposta il mercato, cambia la nostra vita e mobilità? Vedremo. Ma scommetto molto più di quel che sembra. Perché? L’Italia è un mercato, si stima, da 200 mila e-bike e 50 mila mezzi di micromobilità. Ad un prezzo medio di 2 mila euro per una bici elettrica e 500 euro per un monopattino, è un fatturato da 425 milioni di euro. Quanto quello di 10 mila auto elettriche a 45 mila euro l’una!

Il governo e l’industria sottovaluta la micromobilità elettrica anche da un altro punto di vista. Bici e monopattini possono cambiare la mobilità quotidiana delle persone (e dei servizi di prossimità) più dell’auto: in attesa del decreto si stanno già proponendo ai comuni medio grandi una decina almeno di operatori (nazionali ed internazionali) di sharing mobility, pronti a popolare strade, piazze e soprattutto le stazioni pendolari delle città d’Italia, come già Los Angeles e Madrid. A proposito di stazioni, a Parigi, oltre ai monopattini in strada, li troviamo dentro la stazione, pieghevoli in box pronti per la distribuzione, che il pendolare affitta ad ore alla stazione d’arrivo. E’ il viaggio del futuro, è l’intermodalità, lo stesso viaggio, ma più comodo, conveniente e meno costoso se si usano più mezzi e servizi per compierlo.