Mobilità dolce: ecco le greenways italiane e europee

Due giorni di incontri e studio in vista dell’avvio dei lavori della pista ciclopedonale della costa dei trabocchi
INTERVISTE VIDEO:
ICONA_video Rossella Muroni di Legambiente
ICONA_video Giulio Senes, associazione europea Greenways
ICONA_video Roberto Di Vincenzo, presidente Camera di Commercio Chieti
ICONA_video Claudia Cattani presidente di Rfi

ICONA_recensioniL’appuntamento
ICONA_foto GALLERIA FOTOGRAFICA: Le greenways d’Italia

Greenway
Greenway Spoleto – Norcia, Umbria, 42 km La Spoleto – Norcia è una greenway ciclo-pedonale che si snoda lungo il cuore dell’Umbria, per 42 km, all’interno della Valnerina, attraverso aree di grande interesse paesaggistico. Promossa dal Comune di Spoleto e dalla Bonificazione Umbra, la greenway è stata inaugurata nel 2014. Copre quasi tutta la vecchia ferrovia, dismessa nel 1968, tra Spoleto e Norcia, lungo l’appennino umbro, senza mai superare il 4% di pendenza.

Si stima che in Europa le greenways lungo ex ferrovie raggiungano i 19.000 chilometri. A seconda dei paesi, sono chiamate “railway paths”, “rails-trails”, “vías verdes” o “chemin du rail”. In Italia, le linee ferroviarie dismesse coprono circa 7.000 chilometri, di cui almeno la metà è ancora potenzialmente recuperabile. A fronte questo enorme patrimonio, le greenways realizzate nel nostro paese su ex ferrovia ammontano, però, solo a 800 chilometri circa. La ciclovia dei trabocchi è un progetto in corso in Abruzzo: la riconversione della linea ferroviaria abbandonata nella prima greenway del centro Italia, un percorso di 42 chilometri lungo la costa, che passa per nove comuni. Di questo progetto, di greenways d’Italia e d’Europa e di mobilità dolce si parla oggi e domani, venerdì 24 e sabato 25 novembre, a Fossacesia e a Vasto in occasione dell’appuntamento Greenway sulla Costa dei trabocchi, esperienze europee a confronto, organizzato dalla Camera di commercio di Chieti – in collaborazione con Legambiente, l’Associazione Europea delle Greenway e l’Alleanza della Mobilità Dolce e con il patrocinio del ministero dei Beni e della attività culturali e del turismo e della Regione Abruzzo.

Alla due giorni partecipano esperti di Spagna, Francia, Belgio e Irlanda per raccontare le esperienze dei rispettivi paesi e fare il punto insieme sulle economie della mobilità dolce e sulla riprogettazione del paesaggio in un’ottica di fruizione e di valorizzazione identitaria. Quattro le tavole rotonde di venerdì 24 per il convegno Da greenway a prodotto turistico di territorio, ospitato nell’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia: Il Panorama italiano ed europeo, Strategie per l’Italia, I modelli di gestione: opportunità e limiti e I bisogni del territorio. Con gli esperti internazionali, i sindaci della costa dei trabocchi, i presidenti delle Destination Management Company, dei gruppi di azione locale e del FLAG, di Legmbiente e Legambiente Abruzzo e dell’Osservatorio delle associazioni sulla Via Verde. Sabato 25 è prevista una passeggiata in bicicletta di otto chilometri, da Punta Penna a Casalbordino, e una camminata di circa un chilometro fino al trabocco “Punta Tufano”, il tutto arricchito di assaggi di prodotti del territorio e della tradizione locale.

Sulla costa che passa per Francavilla al mare, Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo, proprio a ridosso del mare, corre infatti la linea ferroviaria che univa la Puglia al nord Italia. Oggi il treno non ci passa più; nel 2005 la linea è stata spostata su un tracciato più interno. Ma il tracciato, con le sue poderose costruzioni realizzate per difendere la strada ferrata dalla forza del mare, i caselli ferroviari e le gallerie, rimane ad affiancare il blu dell’adriatico e il suggestivo sistema dei trabocchi, le macchine da pesca in legno caratteristiche di quella costa. Lungo il tracciato, si possono ammirare tra i paesaggi più suggestivi dell’Abruzzo, come il tratto della Riserva Naturale Regionale Punta Aderci, e diverse testimonianze storiche, tra cui il Castello aragonese di Ortona o l’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia. “Sarà l’occasione per riflettere su una scommessa importante per il nostro Paese – dichiara Rossella Muroni, presidente di Legambiente – un modello di sviluppo incentrato sul recupero e sul restauro e sulle qualità territoriali attraverso la creazione di una rete d’impresa che costruisca un marchio di territorio e un’economia solida e sostenibile. Il sistema infrastrutturale, la ricchezza di opere di archeologia industriale e gli scorci paesaggistici mozzafiato della costa dei trabocchi stanno infatti stimolando la nascita di nuove economie locali, che favoriscono il riuso delle infrastrutture storiche locali ma anche del patrimonio immobiliare da riconvertire, dando ragione ai numeri che ci dicono che per ogni euro investito in ciclabilità ritorni alla collettività dai 3 ai 4 euro in meno di tre anni”. “L’evento di oggi sulle greenway è un importante tassello di un programma a medio-lungo termine che abbiamo messo in campo per costruire l’identità di questo territorio – ha affermato Roberto Di Vincenzo, presidente della Camera di Commercio di Chieti. La Costa dei Trabocchi è il progetto strategico della Camera di Commercio di Chieti che ha investito le sue risorse per costruire un prodotto turistico coordinato da tutte le istituzioni ed operatori. I prodotti turistici – ha rimarcato Di Vincenzo – richiedono un concetto comune di impegni ed obiettivi, e quanto finora costruito insieme come governance territoriale è segno di una nuova maturità che fa ben sperare”.

Le linee ferroviarie abbandonate rappresentano, infatti, lo strumento privilegiato per lo sviluppo delle greenways, che secondo la definizione della European Greenways Association, sono vie di comunicazione riservate esclusivamente a spostamenti non motorizzati, sviluppate in modo integrato al fine di migliorare l’ambiente e la qualità della vita nei territori attraversati. Percorsi verdi pubblici multi-funzionali, che attraversano le aree urbane, suburbane e rurali, che possano essere utilizzati da diversi tipi di utenti (a piedi, in bicicletta, a cavallo, con i pattini) e che servano sia per gli spostamenti quotidiani (andare a scuola, al lavoro e a fare shopping) sia per la ricreazione. Il movimento volto alla conversione delle linee ferroviarie abbandonate in percorsi verdi è iniziato negli USA nei primi anni 60. I primi rails-trails aperti al pubblico sono stati l’Illinois Prairie Path (1966), lungo 88 km e l’Elroy-Sparta State Park Trail (1967), nel Wisconsin, lungo 51 km. Oggi i percorsi sono più di 2000 per un totale di 36.500 km, con circa 800 progetti in corso, per altri 13.000 km. In Spagna, dal 1994 sono stati convertiti in “Vías Verdes” 2.600 km di ferrovie dismesse e riutilizzate oltre 100 stazioni, con un investimento di 170 milioni di euro per il recupero delle infrastrutture (68.000 €/km). Il Ministero dell’ambiente è il principale finanziatore (64% dell’investimento totale), attraverso un contributo annuale. Il programma Vías Verdes è coordinato dalla Fondazione delle Ferrovie Spagnole che fornisce supporto e consulenza agli enti locali. Le compagnie mettono a disposizione degli enti locali i sedimi abbandonati mediante contratti di affitto, con un canone annuo che varia da 100 a 800 €/km, in funzione del numero di abitanti del comune attraversato. In Gran Bretagna nel 1995 è stato lanciato il programma per la realizzazione della National Cycle Network che oggi conta oltre 22.000 km di percorsi ciclo-pedonali, di cui quelli ricavati lungo ex ferrovie ammontano a circa 2.500 km (sugli 11.000 km di ferrovie dismesse). La Francia ha promosso già nel 1998 il Programma Nazionale Véloroutes et Voies Vertes per la realizzazione di una rete di 22.000 km percorsi ciclabili (véloroutes) e greenways (voies vertes), coordinato dal Comitato Interministeriale per la Gestione e lo Sviluppo del Territorio. A oggi sono stati realizzati quasi 14.000 km, di cui 3.400 km attraverso il recupero di sedimi ferroviari dismessi (su un totale dismesso di 6.000 km). Réseau Ferré de France (RFF) stipula con gli enti locali una “Convention de transfert de gestion” (generalmente a titolo gratuito) di 10-25 anni (prorogabili) per l’utilizzo dei sedimi come greenways. In Belgio, la Regione Vallonia ha siglato un accordo con la compagnia ferroviaria nazionale (SNCB) che prevede la concessione delle sue linee dismesse (circa 1.000 km) per 99 anni al fine di realizzare una “Réseau Autonome de Voies Lentes” (RAVeL). Ad oggi sono stati realizzati oltre 1.350 km di percorsi del RAVeL, di cui 750 km recuperando antichi tracciati ferroviari. In Portogallo, dal 2004 a oggi sono stati realizzati 9 percorsi per 220 km complessivi, secondo un programma della compagnia ferroviaria nazionale (REFER) per la trasformazione di 750 km di tracciati ferroviari abbandonati in greenways. REFER affitta i sedimi abbandonati agli enti locali interessati al recupero come greenways a un canone annuo di 250 €/km per 25 anni.